Orso a Case Pente fa danni nell’area in cui sorgerà la centrale di spinta Snam

Che sia un’area di eccezionale valore naturalistico, Case pente di Sulmona (Aq), lo sanno i residenti, alcuni cittadini e pochi altri che da questa notte ne hanno conferma grazie all’avvistamento di un Orso bruno marsicano in cerca di cibo sull’area in cui deve sorgere l’impianto di spinta del gas della Snam, progetto Rete adriatica.

Aggiornamento

Area battuta dall’orso bruno marsicano, specie di cui è rimasta una manciata di esemplari proprio perchè il suo areale è ormai tanto stretto da costringere il grande carnivoro a scendere a valle e a rischiare la vita per un po’ di cibo in più che puntroppo non trova sui monti. E la centrale, 12 ettari di un’area che i burocrati non considerano di pregio, ridurrà ancor più l’areale del plantigrado, territorio di caccia del grande camminatore. Forse si tratta dello stesso esemplare che da sabato notte fa danni alle coltivazioni, ai recinti e agli allevamenti del sito e persino ad alcune arnie sempre ai piedi di monte Morrone, a mezzo metro dal fondo in cui presto sarà costruita la mega centrale. Orso non collarato, spiegano i residenti, che ha fatto scorpacciate di ovini, caprini e si è pappato parecchi animali da cortile ultimamente. Danni che sono stati segnalati alle forze dell’ordine e l’animale potrebbe farne ancora altri perchè è in fase di iperfagia, in sostanza deve prepararsi all’inverno accumulando grassi senza dare per scontato che vada in letargo profondo. Di certo fra un mesetto dormirà di più. 

In attesa di ulteriori aggiornamenti sulle scorribande del plantigrado ci domandiamo come sia stato possibile autorizzare una centrale di spinta del gas naturale e un secondo metanodotto in un’area in cui è stata avvistata da una scolaresca anche una testudo hermanni, sulla sponda del fiume Vella alle porte del Parco nazionale della Maiella, presenza che arricchisce la biodiversità della valle Peligna e sono anche certificati da zoologi i tritoni crestati specie a rischio estinzione per habitat sempre più ristretti, in un’area a ridosso del punto di raccordo dei nuovi tubi del metano necessari a spingere a Nord il gas che Snam rivenderà ai Paesi europei. Stessa area in cui è stato recuperato un importante cippo (il cippo dei Callitani con un severo ammonimento a non sconfinare) a testimonianza degli antichissimi percorsi tratturali e anche qui la Sovrintendenza non ha ritenuto importante la validità storica del sito per opporla al progetto. É praticamente impossibile che uno scrigno di tesori tanto importanti finisca a disposizione di una multinazionale perchè le istituzioni, le amministrazioni continuano a percorrere strade senza uscita e senza sbocchi spendendo. Difendere biodiversità e specie in via d’estinzione dà risultati nemmeno tanto dispendiosi per i cittadini.

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Gabinetto del sindaco. ⊕La riunione odierna, che si è tenuta nella sede del Ministero dell’Ambiente a Roma, è finalizzata al provvedimento istruttorio conclusivo tecnico che è propedeutico alla convocazione della Conferenza di Servizi.  Presenti, insieme alla delegazione del Comune di Sulmona, guidata dal sindaco Annamaria Casini, il gruppo istruttorio ministeriale,  Ispra e  rappresentanti della Snam, della Regione e della Provincia. “Ho reiterato la richiesta di sospensione del procedimento per la riapertura della Via, vecchia di oltre 8 anni,  e della Vas, su cui si esprimerà il Ministero. Nella seduta odierna, di natura tecnica, rispettando l’ordine del giorno, è stata ascoltata la Snam per integrazioni e chiarimenti sulla documentazione prodotta. Le ulteriori osservazioni emerse saranno prese in considerazione già in questa fase ma soprattutto nella Conferenza di Servizi, in cui l’Amministrazione potrà mettere in atto quanto più utile per motivare e sostenere la contrarietà e il parere negativo sull’autorizzazion e alla realizzazione della centrale a Sulmona. Ringrazio la Asl1 per il supporto garantito, il dirigente tecnico del Comune di Sulmona, Gianfranco Niccolò e l’assessore Manuela Cozzi, presenti insieme all’arch. Mario Mazzocca, come esperto per approfondimenti su future attività.  Nei prossimi giorni depositeremo il ricorso in Consiglio di Stato. Siamo convinti che questo impianto non si debba fare e proseguiremo il nostro impegno in questa direzione”. Lo afferma il sindaco Annamaria Casini.⊕