Centrale Snam domani primo incontro tecnico per l’Autorizzazione integrata ambientale

“Le polveri uccidono, ma il ministero dell’Ambiente non ha colpevolmente valutato la formazione di particolato secondario derivante dalle emissioni della centrale Snam di Sulmona” così i medici per l’ambiente della valle Peligna in un passaggio della relazione  al ministero, inviata un mesetto fa, sulla centrale Snam da installare a Sulmona e domani a Roma è previsto il primo incontro istrutturio per l’Autorizzazione integrata ambientale che gli ambientalisti chiedono non sia rilasciata per ripartire dalla Valutazione d’impatto ambientale (Via) che il gruppo sulmonese reputa scaduta da 3 anni.

Già si surriscaldano i motori e siamo solo al principio di questa ulteriore procedura, in primis con l’Aia non saranno rimessi in discussione elementi e procedure già valutati e concluse (Via,Vas) prima del dicembre 2017, data dell’autorizzazione alla costruzione, dell’impianto di spinta, concessa dal ministero per lo sviluppo Economico e dalla presidenza del consiglio dei Ministri.

Nell’istruzione fissata domani verrà solo analizzato lo stato dell’arte delle attività svolte e da svolgere per garantire la massima compatibilità dell’impianto autorizzato. Sin troppo rumore per così poco, raddoppiando così le spettative dei pochi cittadini ancora affezionati alla vicenda che saranno puntualmente delusi su una discussione che non potrà esserci sui punti messi a fuoco dai medici per l’ambiente. L’incontro è  tecnico , nell’ambito del procedimento per il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), non è dunque quello in cui sarà presa alcuna decisione amministrativa o politica sull’impianto di compressione del metano da costruire a Case pente. Facendo riferimento all’ultimo punto all’ordine del giorno della commissione istuttiria, domani sono previste delle considerazioni alle osservazioni più significative già presentate dal pubblico e non da presentare.

L’Ai è la procedura con la quale si verifica che per l’esercizio autorizzato (della centrale di compressione del gas naturale) si adottino le migliori tecnologie, le tecniche impiantistiche di controllo e di gestione che, tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili, garantiscono prestazioni ambientali ottimali in un’ottica integrata, per limitare l’impatto. Un progetto decennale, è probabile che qualcosa sia cambiato dunque  l’Aia non è lo strumento specifico per valutare la compatibilità di una installazione produttiva con il contesto territoriale. Compatibilità che è stata già valutata positivamente, purtroppo. 

Consultando i punti all’ordine del giorno dell’istruttoria fissata domani al ministero si evince che gli argomenti riguardano appunto crono-programma dei lavori, emissioni, smaltimento rifiuti e acque meteoriche, potenziale impatto acustico. Per ultimo, al punto 9, consideraioni sulle osservazioni pervenute.

Tanto accaloramento per l’incontro squisitamente tecnico di domani in cui è certo non sarà presa alcuna decisione amministrativa o politica, con tanto di sit in dalle ore 14, fanno presagire qualcosa sceneggiata a cui un certo modo di fare ambietalismo purtroppo ci ha abituato. Le osservazioni che il gruppo ecologista #Nosnam riferisce alle emissioni dell’impianto e che vorrebbe.

“Ora un nuovo studio pubblicato con grande enfasi pochi giorni fa dal prestigioso New england journal of medicine conferma l’estrema pericolosità delle polveri sottili il cui aumento di concentrazione ha effetti immediati sulla mortalità dimostrando tra l’altro che non ci sono soglie di sicurezza – spiegano i dottori Maurizio Cacchioni e Silverio Gatta nel report – Con il paradosso che altri uffici del ministero dell’Ambiente bacchettano la regione Abruzzo sul redigendo Piano della Qualità dell’aria proprio su questo tema ricordando anche che la valle Peligna ha condizioni climatiche che la rendono assai vulnerabile all’inquinamento. Evidentemente gli uffici ministeriali sono in piena schizofrenia e a rimetterci sono i cittadini”.

Domani a Roma dal primo pomeriggio, ad accompagnare l’incontro al ministero non mancherà la protesta del gruppo ambientalista locale contrario alla centrale di spinta che Snam, sarà presente con i suo rappresentanti, intende costruire a Case pente di Sulmona.

Odg convocazione 4.9.2019

Nel dossier, i 2 medici per l’ambiente citano uno studio del New England journal of medicine nel quale si dimostra che l‘esposizione alle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5 prodotte da industrie, auto..) ha un effetto immediato sulla mortalità: “Ogni aumento di 10 microgrammi/mc nell’aria aumenta la mortalità generale dello 0,44% (in particolare dello 0,36% per la malattie cardiovascolari e dello 0,47% delle malattie respiratorie). L’aumento della mortalità avviene anche per concentrazioni basse. Non c’è una soglia di sicurezza. Anche i limiti fissati finora non sono sicuri. Le centrali a gas non emettono direttamente polveri in alte concentrazioni dai camini, ma queste si formano dopo, quando le emissioni dell’impianto, in particolare gli ossidi d’azoto che invece vengono rilasciati in gran quantità, decine di tonnellate, interagiscono con l’aria circostante: si chiama particolato secondario. Il ministero, carte alla mano, era a conoscenza da tempo di questa problematica, affrontata per altri impianti, ma stranamente non ha esaminato la questione nella Valutazione d’impatto ambientale rilasciata alla Snam nel 2011 per la centrale di Sulmona. Di solito un decreto Via ha validità 5 anni proprio per permettere nuove valutazioni qualora un impianto non sia stato costruito entro i termini, considerando che le condizioni ambientali e le conoscenze scientifiche evolvono. Invece quello della Snam per un particolare incastro normativo, ha durata illimitata nel tempo, un provvedimento immortale, a nostro avviso in contrasto con lo spirito della direttiva comunitaria sulla Via – concludono –  l’art. 28 del testo unico Ambientale obbliga il ministero dell’Ambiente ad una rivalutazione del decreto riaprendo di fatto la procedura di Valutazione d’impatto ambientale se emergono novità su eventuali impatti non valutati precedentemente” a detta del gruppo degli uffici del ministero bacchetterebbero la Regione Abruzzo perché nel Piano della qualità dell’aria, in definizione, non avrebbe considerato il particolato secondario e che la valle Peligna sia molto vulnerabile all’inquinamento per la sua conformazione orografica(Fenomeno inversione termica): “Peccato che sostengano ciò per i caminetti domestici e non per la Centrale. Insomma, un comportamento del tutto schizofrenico e illogico da parte del Ministero dell’Ambiente” rifletono i medici.

Osservazioni sul particolato dei medici per l’ambiente

Studio sul aprticolato della rivista di Medicina New England journal of medicine