Molto plastic e poco free, il divieto dei monouso è solo per emergenza e grave pericolo

É questa ancora non è emergenza se l’ordinanza 4273/2019 della IV sezione del consiglio di Stato sospende l’efficacia del provvedimento del Comune di Teramo, plastic free, su appello cautelare della Federazione gomma plastica. In breve, l’organo amministrativo collegiale non ravvisa una effettiva situazione di emergenza e grave pericolo per giustificare il divieto teramano.

L’ordinanza del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, entrata in vigore il 9 aprile, ha vietato l’utilizzo delle bottiglie e dei contenitori in plastica dal primo giugno durante le manifestazioni pubbliche, ma non sarebbe conforme alla legge per i giudici collegiali perchè mancherebbe delle necessarie istruttorie e della motivazione circa la sussistenza di una effettiva situazione di emergenza o di grave pericolo.

Sottovalutata la situazione di emergenza rispetto all’inquinamento da plastica? Questo pericolo, in breve, va inteso solo a livello locale o si può estenderne la gravità?

E la controversia si fa complessa se a rincarare la dose sono i tanti posti di lavoro che si perderanno mancando di lungimiranza per gli altrettanti che la produzione di materiale riutilizzabile e compostabile creerà.

In breve per i giudici amministrativi l’ordinanza sindacale teramana difetta delle indicazioni di un limite temporale di efficacia, connaturato al carattere straordinario dell’atto. Il Consiglio di Stato ha anche riconosciuto il pericolo di danno per le industrie dedotto alla luce dell’incidenza sulle scelte imprenditoriali sia della singola società appellante che dell’intera filiera produttiva.

Non sarebbe sufficiente un perido transitorio di 6 mesi, garantito dall’amministrazione, per lo smaltimento della plastica in magazzino; le aziende sembrano preoccuparsi non tanto di convertire le loro filiere e catene di produzione, ma sono più prese a fare la guerra a chi, anticipando i tempi, si propone come banco di prova al divieto assoluto di utilizzo della plastica quello che da gennaio 2021 sarà esecutivo, in base alla direttiva Ue. L’Italia però ha una certa esperienza di direttive inattuate e  procedure d’infrazione e questo caso, come altri, non farà di certo eccezione per gli interessi che sono in ballo.

Anche in Puglia è in atto la campagna plastic free con l’immancabile ricorso di una serie di aziende nei confronti dell’ordinanza della Regione Puglia che vieta l’uso della plastica monouso lungo la costa, sospesa. Il Consiglio di Stato ha deciso soltanto di rimettere il giudizio finale al Tar della Puglia che si pronuncerà in merito il prosimo 19 febbraio.