Centrale Snam: Aia a settembre. I comitati chiedono di sospendere la procedura

Il 4 settembre è convocata al ministero dell’Ambiente l’ istruttoria per il rilascio dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per l’esercizio della centrale di compressione Snam di Sulmona.

Il coordinamento No hub del gas, domanda ai alle istituzioni invitate a Roma di chidere di sospendere la procedura Aia, di annullare la riunione istruttoria del 4 settembre e di avviare la procedura per una nuova Valutazione d’impatto ambientale e la sottoposizione a Vas dell’intera opera.

Autorizzazione che interessa la tipologia dell’impianto, la capacità di trasporto, le materie prime e l’energia usate o prodotte, le fonti di emissioni, l’entità delle emissioni dell’impianto e gli impatti significativi sull’ambiente, i rifiuti prodotti dall’attività dell’impianto, la tecnologia usata.

Sono state convocate la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila e il Comune di Sulmona che si oppongoni all’opera insieme ai cittadini.

L’intenzione di istituzioni e ambientalisti è promuovere una specifica azione per sottoporre il progetto della Snam (metanodotto e centrale) a una nuova Valutazione d’impatto ambientale (quella precedente risale ad oltre 8 anni fa) e alla Valutazione ambientale Strategica (Vas).

La riapertura della Valutazione d’ impatto ambientale si renderebbe necessaria per gli ambientalisti ” Non solo per le modifiche all’assetto geologico causato dagli ultimi eventi sismici dell’Appennino Centrale, ma soprattutto per i cambiamenti climatici .

Dalla documentazione che la Snam ha depositato nel marzo scorso presso il ministero dell’Ambiente per la richiesta dell’Aia, sia per le emissioni che per la sismicità dell’area, gli ambientalisti riferiscono che emergerebbero emissioni fuggitive della centrale ammesse dalla stessa Snam.

Relativamente al rischio sismico, poi, i comitati scrivono in una npta che Snam ammette che “possono esserci degli effetti di amplificazione locale delle onde sismiche nell’area della centrale, procedendo da nord a sud, per la presenza di un contrasto sismico al di sotto del sito (maggiore strato di sedimenti nella parte nord e presenza di un piano carbonatico a sud)”.