Orso investito in provincia di Isernia, sulla morte interviene la Società di storia della fauna Altobello

Ieri sera all’ingresso del centro abitato di Rionero Sannitico (Is) nell’Alto Volturno, forse un mezzo pesante ha investito ed ucciso un Orso bruno marsicano. Il tratto di superstrada collega il Molise all’Abruzzo Citeriore, verso Castel di Sangro (Aq).

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Dopo questo episodio si torna ad insistere sull’istituzione di una banca genetica dell’orso bruno marsicano, proposta avanzata da più di un decennio e mai concretizzata. L’orso vittim di questo ennesimo incidente stradale era un esemplare femmina di circa 6 anni in piena capacità riproduttiva, è stato rinvenuto agonizzante e con gli arti posteriori paralizzati.

“È una grave perdita per la residua ed esigua popolazione di orso bruno marsicano, una sottospecie unica al mondo che conta non più di una cinquantina di esemplari – interviene Corradino Guacci, coordinatore della Società italiana per la storia della fauna – Più grave se si considera che l’esemplare è una giovane femmina, speranza di futuro per il nucleo appenninico.
Dobbiamo entrare nell’ottica che tutto l’Alto Volturno è da considerare territorio di espansione dell’orso e quindi vanno adottate le precauzioni necessarie a consentire che questo splendido animale possa convivere con le attività dell’uomo e tra queste la cautela nel percorrere le strade che lo attraversano – aggiunge l’organizzazione intitolata a Giuseppe Altobello –
Purtroppo quel tratto di strada, date le caratteristiche, viene percorso a velocità sostenuta dai mezzi che vi transitano e non sembra vengano effettuati particolari controlli in merito”.
Quando da Pescasseroli (Aq) sono intervenuti i veterinari chiamati dal Parco nazionale d’Abruzzo, purtroppo per l’orso non c’era più nulla da fare, l’anjmsle é morto un’ora dopo l’investimento. Un plantigrado era stato avvistato diverse volte in questi giorni nel paese, potrebbe trattarsi proprio di quest’orso.

Appena 4 giorni fa con una ordinanza il sindaco di Rionero Sannitico, Palmerino D’Amico, ha disposto il divieto assoluto di avvicinarsi alla fauna selvatica, in particolare agli orsi, anche con automobili ed altri mezzi di trasporto per evitare pericolosi fenomeni di abituazione oltre che per garantire la tranquillità degli stessi e assicurare la pubblica incolumità. “Non è servita ad evitare questa ennesima tragedia – commenta Guacci – Purtroppo scompare un campione di patrimonio genetico irrimediabilmente perduto; una futura riproduttrice preziosissima, se si considera che nella popolazione appenninica il rapporto maschi-femmine è a queste ultime sfavorevole”. La Società italiana per la storia della fauna ribadisce la necessità improrogabile d’ intensificare le misure di prevenzione sul territorio per favorire la convivenza uomo-orso e contenere la mortalità di origine antropica e d’istituire una banca genetica dell’orso bruno marsicano il cui utilizzo potrà favorire la colonizzazione di nuove aree vocate alla presenza dell’orso.

“Così come riteniamo necessario riconsiderare, da parte del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, l’ostracismo ad una politica d’integrazione alimentare nei periodi di iperfagia che precedono l’inverno. Le situazioni di emergenza si fronteggiano con interventi di emergenza”. La società denuncua il datto che quest’anno il cibo in natura scarseggia, manca quasi del tutto la faggiola e firse anche per questo aumenta la frequentazione nei paesi da parte degli orsi. Non è da sottovalutare la concorrenza alimentare che oggi viene esercitata dagli ungulati, cervo e cinghiale in particolare, quasi del tutto assenti appena 50 anni fa, spiegano dall’organizzazione.

“Solo favorendo la nascita di altri nuclei vitali al di fuori dell’area del Pnalm, potremo sperare di salvare questa eccellenza del nostro Appennino. In tal senso rivolgiamo una calda sollecitazione al nuovo direttore del Pnalm, Luciano Sammarone e al futuro presidente che ci auguriamo possa essere il Giovanni Cannata, la cui alta capacità di lavoro abbiamo avuto modo di apprezzare durate la sua permanenza in Molise e nel suo mandato quale consigliere del Parco”.

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Necrologio dell’Orso bruno marsicano a cura di Maria Trozzi