Segnalati alcuni hater contro Lattanzio. Sulla bilancia la solidarietà pesa molto di più

Ce n’è di stranezze in giro e in rete. Tra le tante, gli hater sono la specie più infestante il cui compito è esternare odio nelle reti sociali. Ne avevamo avuto un grave esempio con il carabiniere 41enne di Sulmona (Aq) Emanuele Anzini, travolto e ucciso da un’auto in un posto di blocco il 17 giugno, preso di mira da un hater già denunciato dal sindacato di Polizia e dai Carabinieri. In questi giorni anche per il giornalista Claudio Lattanzio gli hater nostrani non si sono risparmiati.

Così in rete a poche ore dall’incendio del suv (Honda Crv), andato a fuoco la notte di Ferragosto a Sulmona (Aq), su un post che riproduce l’articolo di cronaca di ReteAbruzzo, sul rogo notturno, si legge: “Solo la macchina” con l’aggiunta di 2 faccine fuori luogo come  commento e ancora un pollice alzato, il solito sbrigativo “mi piace” di un altro essere. Naturalmente tutti segnalati alle forze dell’odine, c’è un’inchiesta in corso e questa è una brutta storia. I carabinieri non trascurano alcuna pista e ogni dettaglio è importante per far luce sulla vicenda.

Quanti nemici ha Claudio Lattanzio, storico collaboratore del Centro, fotoreporter e corrispondente Ansa. Tanti, ma crediamo che siano molto più numerosi gli amici che esprimono, in queste ore, vicinanza e solidarietà. Così il Sindacato dei giornalisti abruzzesi (Sga), impegnato a difendere gli spazi di libertà, auspica che le forze dell’ordine e la magistratura facciano rapidamente piena luce sull’episodio. Qualora dovesse trovare conferma l’ipotesi del vile attentato si tratterebbe di un gesto di intimidazione inaccettabile, che colpisce l’intera categoria abruzzese. Di fronte a un eventuale atto criminale, i giornalisti non possono restare indifferenti  e continueranno a svolgere il loro lavoro con passione e trasparenza. A Claudio Lattanzio, storico collaboratore del Centro e corrispondente Ansa, va la vicinanza del Sindacato dei giornalisti abruzzesi, da sempre impegnato a difendere gli spazi di libertà.