Ferito alla gola un senegalese. Non è la prima volta? Altri casi nel comprensorio

Accoltellato e ferito alla gola. Ferito in un luogo diverso da quello in cui dopo aver perso i sensi sarebbe stato gettato. É accaduto ad un ragazzo senegalese, Sadio Camara 27 anni, ferito da 2 persone e finito in un fosso, ha perso i sensi per tutta la notte. Quando si è ripreso ha avuto la forza di raggiungere la struttura in cui è ospite a Pettorano sul Gizio (Aq) e di denunciare quanto gli è  accaduto.

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Il giovane è un attivista, socialmente impegnato, laureato in filosofia e subito accompagnato nell’ospedale di Sulmona è stato poi trasferito nel nosocomio di Avezzano ed ora è ricoverato nel presidio ospedaliero di Pescara, è in condizioni gravissime.

L’episodio sarebbe accaduto martedì 30 luglio in una stradina di campagna al confine tra Pettorano e Sulmona (Aq). Il senegalese sarebbe stato affrontato da 2 persone che, secondo il racconto del ragazzo, lo avrebbero costretto a salire in auto, poi lo avrebbero picchiato dicendogli: “ti insegniamo noi a campare” ed infine con un coltello lo hanno ferito alla gola. Sulla vicenda sta indagando la squadra anticrimine del commissariato di Sulmona.

“Non minimizzare il movente razzista – chiede Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Sinistra Europea – Sadio ha 27 anni. Viene dal Senegal. É laureato in filosofia. Fa servizio civile” sarebbe un attivista. Difficile capire però quale sia stata la causa  a scatenare la futia dei 2 aggressori al punto da volerlo morto.

Non è il primo caso di accoltellamento a Sulmona, gridano già in televisione e sulla rete. Così si cerca di mettere in cattiva luce chi di accoglienza si è occupato molto prima di tante altre realtà e quando ancora conveniva poco. Episodi, non proprio come questo, non mancano in valle Peligna, ma la memoria è corta per chi fa polemica politica condita di odio razziale.

Nel 2015 cominciano le prove generali per l’accoglienza che portano a Sulmona 20 profughi nigeriani. Si bisbiglia anche per un centro profughi a Prezza (Aq), un affare che però non va in porto. Per gli enti che li ospitano diventerà presto però una manna dal cielo e così i gestori insistono tanto per l’integrazione dei giovani ospiti. Uno dei più piccoli a Sulmo sfilerà in un corteo storico di quelli organizzati dalla città dei confetti a fine luglio. Ospitalità che, peccato, s’interromperà definitivamente con il taglio ai fondi per i migranti d’accogliere, annunciato e poi disposto dal ministro dell’interno Matteo Salvini. Proprio per questo, a fine maggio di quest’anno, il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi non dà la deroga alla cooperativa Nuovi orizzonti sociali che per 3 anni ha gestito la seconda struttura d’accoglienza dei richiedenti asilo di Sulmona, all’Europa Park hotel, periferia Nord della città. Di fatto, la coop non ha partecipato al bando relativo all’accoglienza dei migranti sperando in una proroga, sino a luglio, della vecchia convenzione economicamente più vantaggiosa rispetto a quella da stipulare. Non conviene più e così i migranti ospiti vengono trasferiti. Andando a ritroso proviamo a ricordare gli episodi dimenticati, solo per rinfrescare la memoria, senza alcun altra intenzione. A tirare un bilancio saranno i lettori.

Nel 2016 la provincia dell’Aquilsa è in piena attività, stazione ferroviaria compresa che torna a pullulare di passegeri, per il 90% migranti che dall’entroterra viaggiano spesso senza biglietto, così anche per le corriere del trasporto pubblico urbano nel capoluogo Peligno. Molte notizie non passano, ma un rogo all’ingresso di una struttura di accoglienza, all’Euripa park hotel, e un accoltellamento tra richiedenti asilo compagni di stanza, fanno notizia.

Un primo accoltellamento tra migranti nella struttura d’accoglienza del centro storico sulmonese precede di 2 anni quello ad opera  di 2 sulmonesi che fanno irruzione nei locali della Casasanta dell’Annunziata con uno dei 2 che armato di pugnale ferisce un ospite del centro, per questioni di razza strillano giornali e televisioni, ma l’aggravante dell‘odio razziale presto cade e quando l’aggressione assume la sembianze di uno sconfinamento di attività poco lecite, più nessuno ne tratta, il governo Renzi e la prefettura inbcombono. Il centro profughi viene  chiuso un mese dopo i fatti, estate 2018, rispolverando la questione inagibilità certificata nel 2014 e tenuta a bagnomaria per diversi anni. Diverse irregolarità strutturali nell’immobile infatti sono state documentate ad aprile 2016 ed avevano portato alla chiusura della struttura gestita dall’ex ente di beneficenza Casasanta dell’Annunziata. Poco dopo il centro viene riaperto nonostante i problemi strutturali e linsoferenza di alcuni vicini delloedificio un tempo sede del circolo locale della democrazia cristiana.

  • Il 2 luglio 2016 andò a fuoco il cancello del centro profughi insediato all’Europa park hotel e anche lì si parlò di grave gesto intimidatorio e di intolleranza razziale. Attorno all’una di notte dei cassonetti dell’immondizia e parte del cancello laterale dell’ex albergo furono dati alle fiamme con della benzina, carburante per auto.

Intanto aprono altre strutture. Sempre nell’aquilano selvaggio, a Castel di Sangro e a Pettorano sul Gizio, il problema è anche quello di far indossare gilet ad alta sicurezza visibili di notte anche ai ragazzi che vanno in bici, senza luce, sulla famigerata statale 17, stesso problema si riscontra per gli ospiti a Sulmona, incontrati dagli automobilisti in giro in bici sulla statale, in ciabatte e anche prima dell’alba.

  • Il 12 giugno 2018 S. D. L. e N. S.  39 e 46 anni, con precedenti anche per spaccio di sostanze stupefacenti, in quell’irruzione nella struttura d’accoglienza, a notte tarda, ferirono di striscio con un coltello un migrante nigeriano ospite del centro. Caduta l’aggravante di odio razziale, una prima condanna a 6 anni di reclusione per uno dei due aggressori è stata decisa qualche settimana fa.

I primi di agosto 2018 un richiedente asilo 21enne nigeriano, tra quelli ospiti sempre a Sulmona, è stato beccato da Horst, uno dei cani antidroga della Guardia di finanza della compagnia di Pescara, guidati dal maggiore Marco Toppetti. Fermato dinanzi al bar del terminal del pullman, nella vecchia stazione del capoluogo Adriatico, Horst fiuta nello zainetto del 21enne nigeriano quiacosa di interessante: 200 grammi di marijuana. Il richiedente asilo fu arrestato e tradotto nel carcere pescarese di San Donato.

Il 6 agosto 2018 per ovvie ragioni viene chiuso il centro di prima accoglienza che ospitava 24 richiedenti asilo, dove era avvenuta l’irruzione del 12 giugno. 

A fine maggio 2019, il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi nega la deroga alla cooperativa Nuovi orizzonti sociali che per 3 anni ha gestito la seconda struttura d’accoglienza installara all’ex albergo Europa park hotel, periferia Nord della città dei confetti. Di fatto, la coop  ha sperato in una proroga, sino a luglio, della vecchia convenzione economicamente più vantaggiosa rispetto alla nuova da stipulare. Non conviene più e così i migranti ospiti vengono trasferiti.

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