Istanze al ministero: non c’è traccia del primo livello per l’ospedale Peligno. Ecco perché

Ai vertici ministeriali non indica alcunché, la Regione Abruzzo, per il primo livello dell’ospedale di Sulmona (Aq). Sarà che dopo tanto baccagliare il “Primo livello non è possibile perché siamo già in deroga come ospedale di base” il dubbio è certezza sul post in bacheca del profilo  Facebook in tanto vituperato ex assessore regionale, Andrea Gerosolimo, che da 3 anni segnalava una situazione che i politici locali non volevano vedere, forse per convenienza.

Aggiornamento

Fatto è che l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, a margine del comunicato odierno segnala solo una richiesta di deroga per mantenere attivo il Punto nascita dell’ospedale di Sulmona (Aq)  e basta. Non c’è alcun accenno alla richiesta di un primo livello per il presidio ospedaliero Peligno, mancano le condizioni, e così alimenta inutili speranze la Risoluzione urgente annunciata ieri dagli amministratori peligni che sarebbe stata preparata per inserire il nosocomio ovidiano  nel   documento definitivo di riordino della rete ospedaliera, classificandolo di Primo livello, presentato nella Commissione regionale ieri.

Interviene oggi Verì: “Sono state inviate questa mattina al ministero le richieste di modifica della classificazione dei presidi di Penne, Popoli, Atessa e Ortona (sulla base delle richieste del tavolo di monitoraggio). A queste è stata aggiunta anche un’istanza riguardante il presidio di Guardiagrele.

Per Penne viene richiesta la classificazione di ospedale di base, sede di pronto soccorso. Il numero di posti letto previsto è di 91 a cui se ne aggiungono altri 10 ordinari. Nel dettaglio, al San Massimo ci saranno 10 posti di chirurgia generale, 52 di medicina generale, 15 di lungodegenza, 3 di ostetricia e ginecologia, 3 di otorinolaringoiatria, 8 di artroscopia e traumatologia.

Popoli viene identificato come centro regionale di riferimento per la riabilitazione, con 100 posti letto per post-acuti, di cui 80 per la riabilitazione cardiorespiratoria e motoria (codice 56) e 20 per le gravi cerebrolesioni acquisite (codice 75). A questi si aggiungono 38 posti letto per l’attività di supporto all’ospedale di Pescara: 4 di chirurgia generale, 25 di medicina generale, 4 di anestesia e 5 di ortopedia.

Per Atessa viene reiterata l’istanza per il riconoscimento dell’ospedale di zona disagiata, con 20 posti letto di medicina generale e 5 per la day surgery.

Anche per Castel di Sangro viene confermata la richiesta di ospedale di area disagiata con un totale di 34 posti letto, di cui 18 di medicina generale, 4 di chirurgia generale, 4 di ortopedia, 8 di lungodegenza. A questi si aggiungono 6 posti letto diurni.

Ortona (Ch)conferma la sua vocazione di ospedale della donna, con una dotazione di 93 posti letto ordinari: 12 per la chirurgia generale oncologica, 9 per la chirurgia senologica, 9 per la chirurgia ginecologica, 24 per la lungodegenza, 10 per la medicina generale, 20 per la geriatria, 9 per l’ortopedia. Sono previsti anche 20 posti diurni, per garantire  i servizi di procreazione medica assistita e per la clinica dermatologica.

Guardiagrele, infine, viene riqualificato come stabilimento ospedaliero con sede di pronto soccorso, funzionale al presidio ospedaliero di Chieti sul modello di quanto già sperimentato a Ortona. La proposta prevede la dotazione di 45 posti letto per acuti e post acuti: 15 di geriatria, 10 di medicina e 10 di lungodegenza. La proposta prevede il mantenimento dei pronti soccorso in tutti i presidi, compreso lo stabilimento di Guardiagrele (Ch).

La proposta verrà vagliata dai ministeri  per l’approvazione e il successivo recepimento negli atti aziendali delle Asl. Gli altri aspetti del riordino della rete ospedaliera,compresi i progetti dei nuovi nosocomi, sono in fase di elaborazione da parte del tavolo tecnico regionale insediato da Verì che in ultimo così conclude: “Giovedì scorso era stata inviata formalmente la richiesta di deroga per mantenere attivo il punto nascita dell’ospedale di Sulmona, corredata da un’adeguata documentazione a supporto dell’istanza. Le proposte verranno condivise, come già annunciato, in tutte le sedi politiche e istituzionali, con il contributo anche dei nuovi direttori generali delle Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e Lanciano-Vasto-Chieti, che saranno nominati nei prossimi giorni”.

L’impegno. Approvata la risoluzione di oggi in V^ Commissione sanità della regione Abruzzo  che impegna il presidente Marco Marsilio e l’assessore Nicoletta Verì a classificare come Dea di 1°Livello l’ospedale di Sulmona. Ad annunciarlo la consigliera regionale dell’Udc, Marianna Scoccia. “Abbiamo ritenuto necessario agire con lo strumento più veloce a disposizione del consiglio per rispondere alle istanze del territorio, ribadite nella giornata di ieri nella commissione speciale politiche sanitarie del Comune di Sulmona. L’atto è stato votato a maggioranza in maniera trasversale. L’impegno è di equiparare la sanità delle aree interne alla resto della regione.

Pettinari (M5S). Un piano di riordino della rete ospedaliero vuoto, fotocopia di quello del centro sinistra, in cui le parole sulla riapertura degli ospedali si scontrano con una mancanza di programmazione palese. “ Ci ripetono di voler salvare – commenta il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari – gli ospedali minori, parlando della riapertura di tutti i pronto soccorso, e poi non dicono niente sui reparti strategici che dovrebbero essere riattivati. Ciò che emerge è quindi l’impossibilità di avere garanzie effettive sull’assistenza necessaria per il paziente che arriva all’interno del pronto soccorso. Il danno collaterale per queste strutture abruzzesi, alla fine, sarà che nessuno possa più andarci. La verità è che un piano così scritto rischia di essere valutato negativamente e bocciato dal Ministero per colpe esclusivamente della Regione e del centro destra. Almeno il piano presentato negli anni scorsi dal Pd con l’ex assessore Paolucci e D’Alfonso era chiaro e metteva, nero su bianco, il depotenziamento dei nostri ospedali. Adesso la situazione è ben più grave perché i tagli sono fatti di nascosto. Quanto sta accadendo in questi mesi alla struttura di Penne è emblematico: “Abbiamo un’eccellenza riconosciuta a livello regionale che è la gastroenterologia di questa struttura essenziale per i cittadini. Vengono registrati numeri straordinari sia per la diagnostica endoscopica che per l’interventistica. Eppure, invece di essere premiato, il reparto è stato depotenziato, diventando Unità Operativa Semplice, e gli è stato persino tolto uno dei due medici operativi, dirottato all’ospedale di Pescara invece di essere inviato a Penne in sostituzione di un pensionamento. Ma la cosa ancora più grave, e che non deve passare sotto silenzio, è l’istituzione di un bando per affidare a Pescara un incarico fotocopia a quello svolto dalla gastroenterologia di Penne. Ciò significa sferrare un attacco al cuore di quella struttura, e se è vero che tre indizi fanno una prova, ci troviamo di fronte a un disegno che punta a svuotare una nostra eccellenza, che finirà col perdere pazienti e rischiare seriamente la chiusura. È un atto di una gravità inaudita che il centro destra deve bloccare immediatamente. L’Assessore Verì deve inoltre impegnarsi fin da subito per la riclassificazione dell’Unità Operativa Semplice di gastroenterologia, portandola a Unità Operativa Semplice Dipartimentale in modo da avere un proprio primario e una propria autonomia, così da non essere sotto il controllo di Pescara. Quello di Penne è solamente uno dei tanti casi che si possono ricreare, nella stessa forma, in altri ospedali abruzzesi. Il fumo negli occhi gettato dal piano di riordino della rete ospedaliera, presentato dall’Assessore Verì e dal Presidente di Regione Marsilio, punta a mascherare la totale assenza di un piano di assunzioni nella nostra sanità. La carenza di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, la chiusura di reparti, rappresentano la malattia più grave che il nostro sistema debba debellare e il centro destra non ha scritto una riga su cosa intendano fare per trovarvi una soluzione. Non si parla dei grandi sprechi e della riattivazione delle macchine per la diagnostica ferme da anni. Non si parla del potenziamento della medicina territoriale. Non si parla mai degli infermieri e degli operatori socio sanitari imboscati nel settore amministrativo e che invece dovrebbero tornare nei reparti per aiutare tutti quei professionisti che ogni giorno svolgono turni massacranti per garantire agli abruzzesi il servizio migliore possibile. La realtà che emerge – chiude Pettinari – è che questa maggioranza sta riuscendo nell’impresa di essere ancor più deludente di quanto non lo fosse stata quella targata Pd. Peccato per loro che all’opposizione ci sia il MoVimento 5 Stelle che ha già scoperto i loro trucchi nello scrivere una cosa e farne un’altra. Per noi la difesa della salute degli abruzzesi rimane l’unica assoluta priorità, e non abbiamo intenzione di rimanere in silenzio di fronte a tutto questo”.

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Ospedale. Marcia indietro e poi Avanti per il Primo livello