Caccia notturna. Chiesto alla Regione di sospenderla a ridosso di aree urbane

É vera e propria caccia aperta na Penne, sui sentieri, la riserva e l’area peri urbana, eppure siamo fuori stagione e vicino ad un centro abitato per giunta la caccia selettiva non contribuisce a risolvere il problema dei cinghiali il cui numero si sta riducendo proprio per gli inverni rigidi, come quello del 2017 e per la predazione dei lupi. Caccia non autorizzata dalla prefettura di Pescara, ma dalla Regione a cui il Wwf chiede di sospendere immediatamente ogni forma di caccia a ridosso delle aree urbane per fermare comportamenti a rischio prima che sia troppo tardi.

Il prefetto del capoluogo adriatico, Gerardina Basilicata, ha chiarito alla direzione dell’oasi Wwf e riserva lago di Penne  e al sindaco che sulla questione le competenze sono della Regione. “Mi sono immediatamente scusato con il prefetto – interviene Fernando Di Fabrizio, direttore dell’oasi – ma ero stato tratto in inganno dalle informazioni verbali di un dipendente regionale al quale avevo incautamente creduto”.

Al di là dell’involontario errore resta un problema di fondo, la caccia cosiddetta di selezione nelle ore notturne in un’area prossima alla riserva e accanto a sentieri frequentati da turisti e residenti, oltre a essere sostanzialmente inutile per il contenimento dei cinghiali, è certamente pericolosa per la pubblica incolumità. Non a caso il sindaco di Penne aveva proibito gli spari in quella zona proprio per tutelare cittadini e turisti.

“Del resto il pressapochismo con il quale la Regione da anni gestisce l’attività venatoria ha portato a decine di ricorsi, del Wwf e di altre associazioni ambientaliste, ma a volte anche delle organizzazioni dei cacciatori, nei quali l’ente è stato quasi sempre sconfitto – spiegano con un comunicato quelli della Riserva – Ogni azienda o organizzazione diffiderebbe dei consigli di presunti tecnici che hanno portato a esiti puntualmente negativi. Il governo regionale, di qualsiasi colore politico sia la maggioranza di turno, invece insiste e colleziona brutte figure a ripetizione, quasi con tutti i calendari venatori dell’ultimo decennio”.

In questo caso la situazione è ancora più grave visto l’allarme suscitato in decine di residenti e vista l’oggettiva pericolosità dei ripetuti spari nella notte a 2 passi dalla città e ancora più vicino al sentiero Serafino Razzi, ripristinato nel 2018, che collega il centro storico con la riserva.

“Ci spiace dell’equivoco che si è creato con il Prefetto di Pescara  conclude il delegato regionale del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio che chiede – A questo punto alla Regione di sospendere immediatamente ogni forma di caccia a ridosso delle aree urbane. È chiaro che chi ha sbagliato dovrà risponderne ma è intanto importante fermare comportamenti a rischio prima che accadano tragedie e non dopo, quando potrebbe essere troppo tardi”.

mariatrozzi77@gmail.com

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Battute selettive notturne al cinghiale: è caccia aperta fuori stagione