Battute selettive notturne al cinghiale: è caccia aperta fuori stagione

É caccia aperta nella notte sul sentiero Serafino Razzi che dallo scorso anno collega, al centro storico, la riserva lago di Penne. Sembra proprio che le famose battute selettive notturne al cinghiale, in deroga alle leggi ordinarie sulla caccia, siano un sistema per sparare anche quando non è permesso e persino di notte.

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Oasi Wwf del lago di Penne, dal sentiero a 2 km dal fosso della Sardella, nella Pinetina, si sviluppano, ad anello, 10 km di percorsi attorno al lago ed è frequentato anche di notte. Spesso i bambini ospiti dei campi estivi del Wwf frequentano l’area per fare esperienze sensoriali in notturna. In questi giorni però nell’area del Carmine e lungo il sentiero sono in atto forse delle battute selettive notturne al cinghiale, in deroga alle leggi ordinarie sulla caccia che sembra siano state autorizzate dalla  prefettura di Pescara, scrive in una nota con una certa incertezza il Wwf Abruzzo anche perché queste attività andrebbero gestite e autorizzate dalla regione  e dalva provincia.

I gestori dell’area protetta si sono fatti portavoce dell’allarmate segnalazioni scrivendo ieri una lettera al prefetto di Pescara Gerardina Basilicata e al sindaco di Penne Mario Semproni, per segnalare il rischio per l’incolumità pubblica e il disturbo degli spari notturni in aree peri-urbane.

La Riserva si occupa del monitoraggio della popolazione di cinghiali dal 2012 e negli ultimi 2 anni si è registrato un calo nella popolazione degli ungulati dovuto soprattutto al freddo rigido  del 2017 con una nevicata eccezionale che ha decimato i piccoli e anche per il lupo,che per il  70% si ciba di cinghiali.

La caccia al di fuori dei periodi consentiti e di notte rappresenta solo un rischio “Senza apportare alcun serio contributo al contenimento dei cinghiali che, se davvero necessario, potrebbe essere garantito con altri metodi – spiega l’associazione del panda – L’attivazione di recinti di cattura all’interno della riserva ha consentito ad esempio il prelievo di 23 esemplari su 31 catturati l’8 giugno, giorno di sperimentazione. È noto che la sola pressione venatoria comporta risultati di segno opposto a quelli attesi. Studi compiuti in tutta Europa dimostrano che la caccia destruttura i branchi causando un aumento dei danni alle colture e, colpendo le femmine adulte, accelera la maturazione delle giovani con crescita numerica dei capi. Un danno più che un vantaggio – osserva il delegato regionale del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio – Una politica miope continua a guardare ai fucili come unica soluzione rincorrendo il consenso elettorale di poche centinaia di cacciatori a dispetto della legge e del buonsenso e degli interessi della stragrande maggioranza dei cittadini – conclude il Wwf – Quando poi, come nel caso di Penne  si arriva a mettere a rischio anche i cittadini, davvero si supera ogni limite”.