Carceri. Incendio nella sezione nuovi giunti, gli agenti: reparto non sicuro

Proprio mentre veniva eletto dal consiglio regionale il primo Garante dei detenuti d’Abruzzo, Gianmarco Cifaldi, nel carcere di Lanciano (Ch) un detenuto ieri pomeriggio ha appiccato un fuoco in cella dopo essere stato sanzionato per il possesso di un mini cellulare.

Presto il garante, il criminologo aquilano è stato eletto a maggioranza qualificata da 23 consiglieri su 29 (5 schede bianche), comincerà le sue visite ispettive nelle carceri abruzzesi e la prima sembra proprio che si terrà nel penitenziario Peligno e Cifaldi ha già cominciato a monitorare le diverse situazioni degli istituti di pena regionali inclusa quella del carcere frentano dove ieri è stata sfiorata la tragedia per un incendio sviluppatosi nella sezione nuovi giunti.

I rappresentanti sindacali (Sappe, Uilpa, Sinappe, Cnpp e Cisl) della polizia Penitenziaria chiedono la chiusura della sezione perché il corridoio è privo di finestre e quelle orizzontali delle celle sono poste in alto e si aprono solo parzialmente così tutto il reparto potrebbe trasformarsi in un’ossario, in caso d’incendio.

Ieri, la reazione sconsiderata di un detenuto, per una sanzione disciplinare mal digerita, ha scatenato l’inferno nel reparto. Un Nord Africano, sanzionato per essere stato beccato con un mini-cellulare, ha dato  fuoco  alle sue suppellettili mettendo in pericolo agenti e ristretti. Danni evitati dai poliziotti che, al momento di aprire la cella per salvare il giovane incendiario, sono stati brutalmente aggrediti. Ferito in pieno volto un assistente capo e un altro poliziotto è stato colpito con un pezzo di legno ricavato da un tavolino. Per il primo 15 giorni di prognosi e ancora un altro assistente capo, intervenuto in soccorso dei primi 2, è rimasto intossicato dal fumo e se la caverà con 3 giorni di prognosi.

La condizione lavorativa nell’istituto frentano è peggiorata dall’accorpamento del provveditorato regionale Abruzzo e Molise con quello del Lazio, scrivono in un comunicato condiviso le rappresentanze sindacali degli agenti che operano nella struttura: “Il nostro istituto vede sempre più assegnazioni di detenuti particolari provenienti dagli istituti laziali e quel reparto all’avanguardia a custodia attenuata che doveva essere il fiore all’occhiello di questo carcere si è rivelato essere solo un altro container per detenuti di difficile gestione. La contestata apertura di una nuova sezione si è rivelata esattamente (purtroppo) quella prospettata dalle organizzazioni sindacali che erano in protesta all’esterno del carcere mentre all’interno si tagliavano nastri e si aprivano bottiglie di spumante – aggiungono – Il personale è sempre meno, a fronte di un numero di detenuti che oggi è arrivato a superare le trecento (300) presenze. La sezione teatro della follia di ieri, ovvero il reparto nuovi giunti, già in passato è stata più volte protagonista di tragedie sfiorate, parliamo di un reparto che non ha normali finestre, all’interno delle stanze detentive vi sono solo finestre orizzontali, poste in alto che si aprono solo parzialmente mentre sono completamente assenti le finestre nel corridoio. In caso di incendio può diventare una trappola mortale per detenuti e poliziotti penitenziari costretti ad intervenire senza alcuna protezione” e di incendi ce ne sono stati 2 nel reparto senza gravi conseguenze grazie all’intervento tempestivo degli agenti – concludono i rappresentanti sindacali nella nota – Chiediamo la chiusura di quella sezione che secondo noi non è a norma e non può essere utilizzata in sicurezza dai lavoratori della Polizia penitenziaria e non possiamo non chiederci come mai nessuna delle ispezioni passate negli anni a Lanciano ha costatato la criticità descritta”.

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