Genio civile solo all’Aquila, messo fuori da Sulmona e Avezzano, interviene anche Psi

A metà mese, a preoccuparsi della riorganizzazione degli uffici del genio civile si aggiunge il partito Socialista italiano, dopo i timori espressi, i primi di luglio, dal Movimento 5 stelle che per l’eliminazione della posizione organizzativa ad Avezzano e con l’accorpamento all’Aquila, così com’è accaduto per l’ufficio sisma di Sulmona (Aq), parla di un primo passo verso la chiusura e lo smantellamento.

Per il Psi ancora “non è chiaro ..se sia stato soppresso l’ufficio tecnico di Sulmona, come non sono chiari le sorti dell’ufficio tecnico e sismica di Avezzano a cui è stata lasciata l’attività residuale di un coordinamento del raccordo tecnico-funzionale con l’Ufficio Sismica Ricostruzione – L’Aquila nella fase istruttoria e autorizzatoria”. Dagli esiti e dai contenuti della delibera di giunta regionale 210 del 23 aprile 2019 e dell’avviso (Dpe Prot. RA133871/19) del 6 maggio competenze degli uffici del genio Civile “L’ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila, dopo aver considerato attentamente tutti gli aspetti della questione.. è intervenuto invitando la Regione a voler riconsiderare gli atti emanati mantenendo nella Provincia dell’Aquila i 3 Uffici del genio Civile – aggiungono dal Psi – L’amministrazione regionale non può e non deve allontanare pubblici uffici dai cittadini soprattutto se, come in questo caso, riguardano fattori che incidono sulla loro vita quotidiana e sulla qualità della stessa.. L’organizzazione e la tutela dei territori si deve basare su una progettualità che abbia come punto fermo  scopi comuni per la crescita e il miglioramento delle Città e delle loro aree urbane”.

Marsica e valle Peligna sono aree a massimo rischio sismico, per non dimenticare scomparve una città intera nel 1915 con il terremoto di Avezzano, furono 30 mila 519 i morti. In aggiunta per la valle Peligna c’è la faglia più pericolosa d’Italia così qualificata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Regione Abruzzo metta una mano sulla coscienza se non vuole trasformare queste aree in un traballante teatro di battaglia. Concludono Sergio Di Cintio e Massimo Carugno, rispettivamente consigliere e segretario nazionale Psi: “Se l’amministrazione regionale vuole la guerra è quello che avrà, sul genio Civile non molliamo di un centimetro”