Sbic: Velocizzare l’asse ferroviario Roma-Pescara e non solo sulla costa

Non è piaciuto nemmeno a Sbic (Sulmona bene in comune), gruppo rappresentato da un consigliere comunale a Sulmona (Aq), l’intervento di 4 giorni fa del presidente Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone, patron di Baltour azienda di trasporto su gomma: “É di dubbia utilità spendere miliardi per velocizzare la ferrovia Pescara-Roma, la priorità è far arrivare l’alta velocità in Abruzzo, lungo l’asse ferroviario della costa, per connettersi a Bologna. Per il collegamento con il Lazio basta l’autostrada, e gli autobus”.

“Siamo di opinione diametralmente opposta – tiene a chiarire Sbic che si dice favorevole alla velocizzazione della tratta ferroviaria Pescara-Roma – E se Confindustria Abruzzo considera possibili proposte i cui costi energetici ed ambientali sono in tutto il mondo considerati insostenibili, vuol dire che abbiamo un problema di rappresentanza. La posizione qui rappresentata è spiegabile forse solo per il ruolo imprenditoriale del Presidente, titolare di una autolinea. Ogni azione dell’attività umana infatti, secondo noi, va confrontata con i costi ambientali che comporta. Una condizione accettata, non solo dagli organismi internazionali e dai governi nazionali, ma entrata a pieno titolo nella coscienza collettiva di ogni comunità. Non riconoscere questa sfida significa denunciare una cecità nei confronti dei mutamenti in corso. La mobilità, così coma la questione dei rifiuti,  della qualità dell’aria così come quella dell’acqua, è uno dei terreni principali su cui si misura la capacità di una società di costruire il proprio futuro. L’Abruzzo in questo deve saper coniugare una efficiente distribuzione dei servizi di mobilità con le esigenze civili delle aree interne – conclude Sbic – Bene il collegamento veloce con Bologna, ma è importante che la velocizzazione, necessità primaria da perseguire per riportare competitivo il trasporto su ferro nei confronti di quello su gomma, può e deve essere conciliata con il bisogno essenziale di non marginalizzare una parte quantitativamente consistente della nostra regione” ossia le aree interne.