Discarica Cupello, per il Quarto Invaso Preavviso di rigetto della Commissione Via

Non nascondono l’ottimismo per il Preavviso di rigetto del quarto invaso che la società Cupello ambiente progetta nel polo tecnologico i Cupello (Ch) del consorzio intercomunale Civeta, commissariato. Festeggeranno a conclusione del procedimento, scrivono gli ambientalisti, soddisfatti del parere espresso ieri dal Comitato regionale di Valutazione d’impatto ambientale e per niente preoccupati del fatto che le immondizie vastesi continuano ad essere trasportate altrove perché gli impianti locali non sono più operativi.

Il Comitato Via è chiamato a decidere su una nuova vasca, il progettato è stato ripresentato lo stesso giorno del sequestro, il 20 marzo ad opera dalla Procura del tribunale di Vasto, del terzo invaso sempre gestito dalla stessa società. Invaso in cui giacciono rifiuti di fuori regione, di cui si sta accertando qualità e provenienza, fatto che ha portato all’apertura di un fascicolo  d’inchiesta.

Alla discarica di valle Cena,  andata a fuoco per ben 3 volte in un anno e ancora sguarnita dei dispositivi di sicurezza prescritti per evitare altri incendi, dovrebbe affiancarsi il nuovo invaso per rifiuti speciali non pericolosi. Una premessa, anticipa il preavviso di rigetto della Via: lo smaltimento in discarica è l’ultima opzione in ordine di priorità. La commissione regionale sottolinea che la ditta che vuole realizzare il quarto invaso non ha adeguatamente motivato i benefici attesi sul piano ambientale, sociale ed economico per il territorio a fronte dell’inserimento di un ulteriore detrattore ambientale, il terzo invaso appunto. Il Comitato Via sottolinea poi che l’area è già estremamente gravata dal punto di vista ambientale per la coesistenza di una piattaforma per la selezione dei rifiuti, di 3 discariche di cui 2 esaurite ed una in coltivazione  (quella posta sotto sequestro il 20 giugno), di un impianto di compostaggio, di un impianto di produzione di bio-metano già autorizzato.

Con i controlli per l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), eseguiti sull’area confinante con il punto in cui dovrebbe sorgere il quarto invaso,  sono state rilevate diverse criticità ambientali: mancata chiusura delle 2 vasche, mancata aspirazione del biogas per tutte le vasche, rete di captazione delle acque meteoriche incompleta, percolato contenuto in vasche scoperte invece che nei serbatoi già realizzati e collaudati, superamento della concentrazione di soglia di contaminazione nelle acque sotterranee, percolato affiorante, eventi franosi in atto, assenza di copertura giornaliera dei rifiuti. E ancora il nuovo impianto interessa la fascia vincolata ai fini dell’assorbimento dell’impatto ambientale della discarica già esistente.

Aspetti sottolineati nella relazione della Commissione Via. Le amministrazioni sono tenute a rispettare la gerarchia di trattamento dei rifiuti (prevista dall’art. 117 della legge 152/2006). Il ricorso in discarica non comporta alcuna valorizzazione del rifiuto e implica potenziali rischi di contaminazione per l’ambiente. Il monitoraggio della qualità dell’aria sottostima l‘impatto odorigeno all’aumentare della distanza, è negativo sui ricettori ancorché distanti. Gli studi idrogeologici eseguiti non sono sufficienti poi a confermare un’assenza di falda. Il progetto prevede lo smaltimento in discarica di rifiuti riciclabili e parte dell’impianto ricade in area a pericolosità elevata per il Piano di assetto idrogeologico.

La Cupello ambiente ora ha 10 giorni in per rispondere alle osservazioni della commissione Via, l’8 agosto in conferenza di servizi di deciderà.