Maltempo. Gravi danni, Stella e Smargiassi (M5S) la Regione proceda per lo stato di calamità

“La Regione Abruzzo deve effettuare subito la conta dei danni alle abitazioni, alle proprietà dei privati, all’agricoltura, agli stabilimenti balneari e alle infrastrutture, individuando i comuni colpiti al fine di presentare al governo nazionale una richiesta accettabile per lo stato di calamità naturale, con il fine di ottenere aiuti e risorse per le aree colpite nel nostro territorio” così il consigliere regionale Barbara Stella sull’emergenza maltempo che ha investito l’Abruzzo.

Quello di ieri è un evento climatico di grande rilevanza, con danni e perdite per le attività produttive abruzzesi. “Le istituzioni, quindi, devono mettere in campo, da subito, tutte le azioni possibili per aiutare chi ha subito danni. Il sole è tornato, ma c’è chi ancora pagherà per molto tempo i danni subiti ieri” conclude Stella.

A Vasto (Ch) i “Danni sono di proporzioni immani – sottolinea Pietro Smargiassi, consigliere regionale M5s –  La Regione ha il dovere di attivarsi e prendere subito tutti i provvedimenti necessari” a seguito della gravissima ondata di maltempo che si è abbattuta nella giornata di ieri in Abruzzo. Immobili ed edifici con tetti divelti e coperture distrutte, impianti fotovoltaici andati in frantumi ancora d’ammortizzare, campi con raccolti distrutti, scantinati e garage colmi di acqua e fango e poi le scuole, insomma un disastro. “Abbiamo strutture decennali che devono essere urgentemente controllate per vedere se hanno riportato danni e, dove necessario, far partire i lavori senza aspettare – aggiunge il consigliere pentastellato – Oltre a quanto accaduto alle strutture, abbiamo ancora tutti negli occhi. Automobili devastate lungo le strade, danni enormi alle colture, con centinaia di agricoltori che hanno perso  il lavoro di un anno. La raccolta di uva è seriamente a rischio. Ci sono asfalti sbriciolati e strade adesso più pericolose di quanto non lo fossero già prima della tempesta. Anche il settore turistico è in ginocchio. Il litorale in alcuni tratti è sparito. Le coste di San Salvo, Vasto, Casalbordino, Fossacesia sono piegate. Abbiamo imprenditori che sono costretti a fare la conta dei danni, tra i gravi problemi riportati dalle strutture balneari, agli ombrelloni e alle sdraio. I cittadini, le istituzioni locali, gli agricoltori e i turisti non possono essere rovinati dalla furia della natura e poi lasciati soli. Adesso è il momento, più che mai, di fare squadra senza guardare ai colori politici, e muoversi tutti insieme. La nostra terra è già riuscita a rialzarsi in situazioni simili, sono convinto che riusciremo a farlo anche questa volta – conclude Smargiassi – “Non abbiamo tempo da perdere. È il momento che il presidente Marco Marsilio si attivi immediatamente e dia la dimostrazione di amare questa terra davvero almeno quanto la amiamo noi. È lui che ha il dovere di fare da guida e di aiutare il nostro territorio a ripartire più forte di prima”.

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha inviato una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio, e al presidente dell’Anci Abruzzo, Luciano Lapenna, con cui ha inteso estendere la massima solidarietà ai sindaci e alle popolazioni colpite dall’intensa ondata di maltempo che nella giornata di ieri ha flagellato diverse località della costa abruzzese. “Le immagini e le testimonianze di un evento così straordinario dimostrano l’eccezionalità di una situazione che ha provocato gravi conseguenze a persone e decine di attività turistiche. – spiega il sindaco Biondi – Per questa ragione, attraverso le due istituzioni che sono più a contatto con i territori, ho manifestato non solo il pieno sostegno ai primi cittadini ma mi sono messo a disposizione per verificare l’opportunità di un coinvolgimento delle professionalità maturate nel post terremoto. Il bagaglio di esperienze e competenze acquisite in dieci anni nella gestione delle emergenze legate alle calamità naturali è a disposizione dell’intera comunità regionale. Siamo pronti a fornire il nostro contributo per supportare il percorso di ripresa di chi oggi è in difficoltà e, all’indomani del 6 aprile 2009, non ha esitato un minuto per soccorrere quanti sono stati duramente messi alla prova dalla furia del sisma”.

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