É morta Yoga. Blues in memoria da ‘Ora Rispetto per tutti gli animali’

Che la terra ti sia lieve Yoga, storica orsa del Parco d’Abruzzo morta domenica mattina, 30 anni d’età, assolutamente rilevante per un orso, scrivono dal Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

Famosa sul finire degli anni ’90 per le scorribande nei paesi del parco, dopo un lungo periodo vissuto nell’area faunistica di Villavallelonga (Aq), dall’agosto 2017 Yoga era ospitata nel Centro visite di Pescasseroli. Nel 2018 l’orsa ha subito un intervento a causa di alcune ernie midollari alla colonna vertebrale che le stavano paralizzando gli arti posteriori. Yoga ha poi ricominciato a camminare. I suoi custodi l’hanno trovata senza vita domenica mattina. IN queste ore, nella sede di Teramo dell’Istituto zooprofilattico, si sta eseguendo l’autopsia per accertare la causa della morte.

 Il plantigrado ha ispirato anche il simbolo di Ora Rispetto per tutti gli animali, abbiamo raggiunto telefonicamente il presidente nazionale, Giancarlo de Salvo che, in una nota davvero tanto delicata, in memoria di Yoga scrive e ricorda . Una volta l’orsa, mansueta e giocherellona, provò persino ad entrargli in auto. Così De Salvo ricorda il contributo dato dall’orsa alla nascita del movimento politico.

“Non mi vergogno di dire che le lacrime mi sono scese, rigandomi il viso – spiega il coordiantore di Ora – Un sorriso poi, ha fatto capolino, ricordando i momenti che ho potuto vivere, meravigliosi, unici, potenti, con un essere straordinario. Può sembrare una lettera di un innamorato e in un certo senso lo è. Se il Movimento ha potuto prendere forma e fare ciò che sta facendo e farà, è grazie a questa scintilla di amicizia sincera che Yoga mi ha voluto accordare.

Io e lei ci siamo incrociati molte volete, durante le mie visite nel Parco: una volta curiosissima ha addirittura infilato la testa nella mia macchina, attraverso il finestrino aperto. Ci siamo guardati dritti negli occhi, e quell’amicizia speciale  si è consolidata sempre di più. E quante notti passate sul ponticello della Camosciara, aspettandola, e poi all’improvviso eccola. E la volta che andò a Opi a fare una scorribanda alla casa di Giovanni Cimini, per prendergli le buonissime scamorze, e la discesa nella piazza del paese in piena festa, spaventando tutti. Ma lei voleva sicuramente solo partecipare, non fare male a nessuno. Nel dubbio, per questa confidenza, è stata presa e condotta in cattività, dove la prima volta è riuscita a fuggire per tornare alla Camosciara. E li ci incontrammo ancora. E stata l’ultima volta che ci siamo visti, perché non potevo sopportare la sua vista rinchiusa. Ricatturata e condotta nuovamente sotto controllo, ha finito i suoi giorni così. In cattività. La sua esistenza su questo pianeta è durata 30 anni. Se ne è andata per limiti di età. Va bene così. Ora sei tra le stelle, magari proprio vicino a quell’orsa polare che fa da guida ai naviganti. Yoga, invece, tratteggiata sul nostro logo, farà la nostra specialissima guida. Da oggi, alzando gli occhi al cielo, abbiamo una stella in più, e ora più che mai, è nostro dovere portare avanti questa rivoluzione culturale a tutela di animali e ambiente e clima, anche a nome di questo meraviglioso essere senziente. Buon ritorno tra le stelle, Yoga. E grazie per la splendida amicizia!”.

Yoga, ricorda in una nota il Parco, cominciò da giovanissima a frequentare la Camosciara, in estate, cercando di rubacchiare cibo ai turisti pronti a fare un pic-nic. Con il tempo, però, divenne sempre più confidente, avvicinandosi ai campeggi. Finché un giorno arrivò a Opi (L’Aquila) durante la festa patronale, spaventando tutti coloro che erano in piazza; poco tempo dopo entrò nella cantina di una casa, a quel punto il Parco prese la decisione di ridurla in cattività.

Yoga