Sanità. Pettinari alla Regione: ‘Riaprite i reparti di Penne e Popoli’ date seguito alle deroghe

Gli ospedali di Penne e Popoli, in provincia di Pescara, potrebbero essere immediatamente riclassificati e i reparti chiusi possono essere riconsegnati ai cittadini, in base alle deroghe al decreto Lorenzin, non ne occorrono altre e il Movimento 5 stelle domanda perché ancora non c’è una proposta concreta che applica le deroghe al noto decreto.

“A distanza di 4 mesi dall’insediamento del centro destra in Abruzzo nulla è cambiato da quando al governo di questa regione c’era il centro sinistra. Penne e Popoli ne sono un esempio, ma l’elenco è lungo – per il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari che questa mattina ha tenuto una conferenza sotto il palazzo del consiglio regionale – La gestione della sanità in Abruzzo è ferma al palo, il cambio di guida del governo regionale sta deludendo le aspettative perché delle tante promesse fatte nulla è stato ancora messo in cantiere. Si prende tempo e si cerca sempre di scaricare le responsabilità, ma la Regione Abruzzo può agire subito e segnare una discontinuità. Invece, esattamente come il centro sinistra, si procede sulla via dell’abbandono per le aree interne e per i presidi minori. Marsilio e D’Alfonso si comportano come 2 facce della stessa medaglia – sottolinea Pettinari – Una situazione vergognosa, che nessuno della maggioranza sembra avere intenzione di cambiare. Ci troviamo liste d’attesa lunghissime dovute alla carenza di personale. Dobbiamo ringraziare di cuore i medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari che ogni giorno svolgono le loro mansioni in una situazione di disagio unico. A pescara il Pronto soccorso è intasato e i reparti sono ingolfati dal momento che le strutture di Popoli e Penne non possono alleggerire il carico – se potessero –  Eviteremmo di vedere pazienti ammassati lungo i corridoi per mancanza di spazi o di trovarci un solo medico a gestire più reparti nei giorni festivi, perché nessuno interviene sulla carenza di personale, rinforzandolo con nuova forza lavoro. Bisogna ripristinare infermieri e Operatori socio sanitari (Oss) imboscati negli uffici per svolgere  il servizio nei reparti. Possiamo andare avanti passando al capitolo sprechi.  In 4 mesi nessuno ha tamponato l’emorragia di euro della Pet-Tac dell’ospedale di Pescara, un macchinario dal valore di 1,5 milioni di euro per cui invece spendiamo da anni 5 mila euro al giorno di affitto, per una spesa totale di circa 15 milioni di euro. La Pet è dislocata fuori dalla strutture ospedaliera in un furgone, costringendo i pazienti ad uscire al freddo e a passare nelle sale d’aspetto anche dopo che viene iniettato loro il farmaco radioattivo che li costringerebbe all’isolamento. Nessuno ha tolto dallo stato di abbandono la palazzina pagata dalla Asl 3 milioni di euro, ma valutata 900 mila euro pochi anni prima. Nessuno è intervenuto sull’Rx polifunzionale, macchinario da 350 mila euro e ancora inutilizzato all’ospedale di Pescara Nord. L’inutilizzo dei macchinari abbandonati è uno dei fattori che aumenta sostanzialmente le liste d’attesa in tutta la regione. Tra la chiusura dei reparti degli ospedali minori e l’abbandono dei macchinari che potrebbero servire a snellire le file ci troviamo davanti ad una congestione totale dei pronto soccorso degli ospedali maggiori, come quello di Pescara. Un’altra nota dolente è data proprio dai sotterranei del Santo spirito di Pescara, dove si trova l’anatomia patologica, in alcuni punti vere e proprie aree pericolanti. Nei sotterranei si trova anche la zona di sterilizzazione, in cui passano tutti gli elementi che dovrebbero essere igienizzati prima di salire ai reparti e non è pensabile che un comparto così delicato si trovi in area zona disastrata. Anche la sala è fuori norma, poiché si trova accanto agli uffici amministrativi: i cadaveri che vanno in autopsia passano davanti agli impiegati che sono esposti a rischi igienico sanitari. Ci aspettiamo che almeno la Giunta Regionale non sbagli la norma sulle Guardie Mediche – incalza ancora Pettinari, dopo che la Corte Costituzionale ha bocciato quella scritta dall’ex Assessore Pd Silvio Paolucci. Come ampiamente previsto dal M5s, che lo ha ripetuto in fase di discussione sia in Commissione che in Consiglio Regionale, la Regione non può prevedere un’indennità forfettaria aggiuntiva di 4 euro l’ora per i rischi sulla tipologia di incarico svolto. Queste vengono decise a livello nazionale sulla base dei contratti collettivi. Lo abbiamo ripetuto e nessuno ci ha ascoltato, ed oggi i fatti ci danno ragione. Era invece necessario riconoscere indennità alle Guardie Mediche sulla base di servizi svolti in aggiunta a quelli previsti dal contratto. Per colpa dell’improvvisazione dei vecchi amministratori della Regione, abbiamo perso tempo e siamo ancora senza una regolamentazione al riguardo – conclude Pettinari –. Vediamo se almeno il centro destra sarà in grado di prendere il nostro provvedimento e renderlo legge regionale. Le urgenze della nostra Regione  sono molteplici e devono essere affrontate con la massima urgenza. Le soluzioni ci sono, basta avere la volontà politica di applicarle rispettando le esigenze dei cittadini abruzzesi, che si stanno però già accorgendo, sulla propria pelle, come tra il centro destra e il centro sinistra non ci sia alcuna differenza”.