Né contro né a favore su progetto Snam, l’assessore all’ambiente Campitelli così risponde a Fedele

Nicola Campitelli, assessore regionale all’ambiente, non sarebbe né a favore né contrario al progetto Snam, attende i documenti per saperne di più. Potrebbe aver vissuto altrove, per tutto questo tempo, l’amministratore regionale che risponde al consigliere regionale M5s, Giorgio Fedele. Una risposta che fa tornare indietro, all’incubo di chi è disposto a prendersi tutto per un posto di lavoro sacrificando l’Ambiente, ai primati che confondevano il gas naturale per qualcosa di salubre e tonificante.

Attende così i documenti sul progetto Rete adriatica l’assessore regionale all’ambiente Nicola Campitelli, forse perché non si è mai documentato sul tema che interessa da decenni il suo Abruzzo e così risponde a Fedele, che martedì della scorsa settimana, nel corso del consiglio regionale, ha chiesto all’amministratore sulla vertenza Snam, sul ricorso della Regione al consiglio di Stato perché bocciato dal Tribunale amministrativo regionale. La Regione Abruzzo impugnerà? É l’incognita di queste ore e il rischio e che non si arrivi ad un secondo ed ultimo grado di giudizio per accertare la correttezza della procedura seguita per il Rete adriatica, l’opera della multinazionale delmetano.

“Non più hub del gas spiega in aula Mario Pizzola, storico attivista della vicenda. La Germania ora tratta direttamente con la Russia per il gas e alcuni paesi dell’Est investono in queste infrastrutture, spiega Pizzola. Opera inutile anche perché consumiamo molto meno di quanto si eroga e l’intervento farà guadagnare solo la Snam “peserà però sulle nostre bollette”. Parla di messa in campo di proposte di azioni incisive, Giovanna Margadonna, altra attivista impegnata nella vicenda, che sottolinea come l’opera veda appiattiti tutti gli organi di governo che si sono succeduti negli anni, ossia 7 esecutivi di tutti i colori politici sempre dalla parte della multinazionale.

Dal canto suo, Mario Mazzocca, già sottosegretario regionale all’ambiente, riferisce che “L’avvocatura ha già individuato le ragioni per il ricorso all’appello che poi comunicherà alla Regione” e ricorda che ci sono altre strade da percorrere accennando agli usi civici e all’effetto spezzatino del salami slicing* sistema condannato dalla Corte di giustizia europea. Se la Regione non impugnerà il ricorso in secondo grado dovrà assumersi davvero una grande responsabilità, ne sono convinti tutti in aula e gli ambientalisti Giuseppe Di Marco e Luciano Di Tizio, rispettivamente coordinatori di Legambiente e Wwf Abruzzo, presenti in sala e da sempre in prima linea per combattere il progetto della centrale di compressione del gas naturale da costruire a Case pente di Sulmona, in area a massimo rischio sismico e dissesto idrogeologico, da agganciare ad un nuovo metanodotto che correrà sulla dorsale appenninica investendo i crateri dei più recenti terremoti italiani. “Non si può accettare un atteggiamento piratesco dell’assesore, nè si nè no. La Regione deve dire subito cosa fare da grande. Se non procederà al ricorso si dovrà assumere una grande responsabilità” interviene Di Tizio.

Dalle sentenze respinte dal Tar del Lazio si tenta dunque di proseguire il percorso contro il progetto Snam nell’incontro che si è svolto nel pomeriggio a palazzo San Francesco, organizzato dal sindaco Annamaria Casini in sinergia con i Comitati per l’ambiente. Entro un mese sarà presentato il ricorso in appello da parte del Comune di Sulmona, annuncia Casini, perché esisterebbero i termini per proseguire sul piano legale la battaglia contro il provvedimento del consiglio dei Ministri che autorizza la realizzazione della Centrale di compressione della Snam a Sulmona. Nel confronto pubblico è stata analizzata dall’avvocato Alfonso Celotto la sentenza del ricorso respinto dal Tar, presentato dal Comune di Sulmona, insieme ad altre amministrazioni del territorio. Una riflessione su quanto affermato dal legale non può mancare. 

Se è una legge ad aver prolungato la validità della Valutazione d’impatto ambientale (Via) per il progetto data nel lontano 2006 (sarebbe dovuta scadere in 5 anni) oltre ad insistere su un ricorso amministrativo di secondo grado che si limita a valutare la correttezza dell’iter procedurale seguito per l’autorizzazione del progetto occorre procedere per impugnare innanzi la Corte costituzionale la legge nazionale che ha ringiovanito la Via? Perché poi non si procede ad attivare l’Europa per condannare il sistema spezzatino impiegato per autorizzare l’opera, frammentandola in tanti piccoli progetti per facilitarne l’approvazione? 

“Occorre che la Regione sciolga rapidamente la riserva sulla sua posizione perché, prima ancora che tecnica, riteniamo che la scelta sia politica in relazione alla volontà o meno di ascoltare le ragioni e le posizioni di un intero territorio” interviene il sindaco Casini. Domani alle ore 15.30 sempre nell’aula consiliare si terrà il secondo appuntamento per analizzare le ragioni del no al progetto Snam alla presenza di tecnici ed esperti del mondo accademico e scientifico che analizzeranno i rischi del progetto Snam, ritenuto opera dannosa.

+Salami slicing In terzo luogo, verrà prestata maggiore attenzione all’effetto cumulativo dell’impatto ambientale di più progetti nella stessa zona, mettendo in campo azioni volte a contrastare il cosiddetto “salami slicing” ovvero la furba divisione di un singolo progetto in sotto progetti per evitare l’obbligo di Valutazione ambientalecomplessiva che sarebbe scattata se fosse stato sottoposto alla procedura tutto insieme. Occhi aperti, poi, sull’effetto cumulativo di diversi progetti: se in una stessa area si vuole costruire una nuova opera, bisognerà considerare il suo apporto di inquinamento in relazione alle strutture che già esistono nella stessa area.

Intervento Pizzola, attivista #NoSnam

Video Maria Trozzi

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