Strada del Bosco, attraversamenti? Tradizione vuole che gli anfibi se la cavino da soli

Regione e Provincia di Chieti hanno stanziato 16 mila euro per un attraversamento garantito alla fauna selvatica sulla strada che al confine con la Provincia dell’Aquila, collega la stazione di Palena (Ch) a Gamberale (Ch), nel Parco nazionale della Maiella. Contro la spesa per sottopassi e cartelli si è schierato il sindaco di Gamberale, Maurizio Bucci, a rispondere alla lettera del primo cittadino è il Wwf che sull’utilità dell’intervento fa riferimento anche ad altri Stati dove la permeabilità stradale per gli animali è nella norma.

Insomma, a Gamberale mettono innanzi alla spesa e all’impresa, una singolare saggezza popolare, scientificamente smentita: i piccoli anfibi resistono alle peggiori torture persino al fuoco. Forse per questo sono quasi tutti estinti o a rischio estinzione. Al tempo in cui si formarono quei convincimenti magari non si conoscevano pneumatici da pioggia, polveri sottili, gas di scarico e olii da motore, ma solo ruote sottili dei carri trainati da buoi per i più fortunati e piedi spesso scalzi per gli altri passanti. Complice la saggezza impopolare molti animaletti non esistono più.

Nella lettera ai presidenti d’Abruzzo Marco Marsilio, della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, del Parco, Claudio D’Emilio, il primo cittadino di Gamberale diffida tutti a non spendere male quei soldi: “Va prima garantita la sicurezza stradale dei cittadini poi viene tutto il resto” scrive. In altri Paesi si sono già accorti che proprio proteggendo i piccoli anfibi si salvano gli ex anfibi, tra questi gli esseri umani.

«Questa assurda polemica nasce peraltro da un sindaco che fa parte anche del consiglio del Parco nazionale della Maiella e in questa veste dovrebbe conoscere bene e da tempo la problematica che riguarda quella strada – interviene il vice presidente del Wwf Dante Caserta – è fondamentale che la tutela dell’ambiente nei Parchi nazionali sia affidata a persone che abbiano una formazione scientifica e che siano capaci di andare oltre i limiti di una visione localistica della gestione del territorio. Il Parco della Maiella è uno di quelli attualmente senza governance con un direttore facente funzione e senza presidente. Il ministro dell’Ambiente colga l’occasione per restituire pienezza di gestione a questo e agli altri parchi in attesa, con nomine di livello che ribadiscano la funzionale nazionale delle aree protette».

Storia della Strada del Bosco. Sin dalla sua costruzione, voluta negli anni ’30 dal primo presidente di Cassazione Ettore Casati, in villeggiatura a Pizzoferrato (Ch), la provinciale 164 è conosciuta come La strada del bosco e collega l’area montana della provincia dell’Aquila alla provincia di Chieti. Chiusa da 4 anni, i lavori in corso sono partiti ad ottobre 2018 per la messa in sicurezza. Quando era aperto al traffico veicolare, spiega il Wwf, il tratto interrompeva il collegamento tra i siti di svernamento e quelli riproduttivi di diverse specie di anfibi, a cominciare dalla piccola e preziosa salamandra pezzata (salamandra giallo-nera) con la conseguenza di determinare vere e proprie stragi in occasione delle migrazioni autunnali ed estive. Una situazione che ha coinvolto la Societas herpetologica italica (Shi), gruppo di studiosi di anfibi e rettili che si sono impegnati a risolvere il problema. Già nel 1996 la commissione Conservazione della Shi ha proposto la realizzazione dei sottopassi che oggi si stanno per realizzare mentre nel 2001 dal caso è nato uno studio scientifico (Situazione e problemi di conservazione degli Anfibi del Parco nazionale della Maiella di Ferri e Di Cerbo).

Per Roberto Sindaco, presidente della Shi l’investimento per la tutela della biodiversità “É un segno di civiltà e di saggia programmazione. Simili interventi sono del resto ormai la norma in varie zone d’Italia. È importante che comincino finalmente a essere attivati anche in Abruzzo”.

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