Nel Parco censiti 37 pericoli per l’essere umano e l’Orso bruno marsicano

Il servizio di sorveglianza del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha completato il censimento delle strutture potenzialmente pericolose per l’incolumità dell’Orso bruno marsicano censendone 37 nel Parco e in Zona di protezione esterna (Zpe) in 16 Comuni.

Aggiornamento

Sono da rimuovere 37  rischi n per la fauna selvatica e per l’incolumità pubblica, si tratta di buche, pozzi scoperti, vasche ricolme di melma a cielo aperto. Vasche di cui si conosce l’esistenza e il rischio da anni, ma solleciti e interventi in urgenza non sembrano sufficienti a sostenere sul serio va vita del plantigrado e la nostra.

La popolazione residua di Orso bruno marsicano conta ormai circa 50 individui questo nonostante i finanziamenti e i progetti europei come il Patom. In una nota il Wwf sottolinea la necessità di mettere in sicurezza i siti pericolosi e, come sempre, l’impegno si concretizza con dei finanziamenti che l’associazione ambientalista ha destinato alle Gole del Sagittario (progetto Orso 2×50 che ha l’ambizione di raddoppiare la popolazione di Orso bruno marsicano entro il 2050) dove nell’oasi Wwf si sta intervenendo per coprire un pozzo, territorio di Anversa degli Abruzzi, e per rafforzare altre griglie disposte in passato su altri pozzi, così sarà anche per un altro pozzo ad Ortona dei Marsi (Aq).

Controllo e censimento sono tra gli interventi programmati dopo la morte per annegamento, a novembre scorso, dei 3 orsi (una femmina con i suoi 2 cuccioli) finiti in una vasca di raccolta dell’acqua a Fossette di Villavallelonga (Aq), fondo di proprietà degli eredi del padre dell’area protetta nata come riserva di caccia. Già nel 2010 erano morti altri 2 orsi annegati proprio nella stessa vasca. Appena dopo il tragico episodio, l’associazione del Panda ha contattato i prefetti dell’areale dell’orso per un intervento immediato. Per questo il Wwf invierà lettere di sollecito alle Amministrazioni Comunali nei cui territori ricadono le strutture a rischio, richiedendo un intervento veloce, efficace e duraturo. Il Wwf è disponibile a fornire un supporto ai comuni e al personale del parco per le attività di messa in sicurezza, finanziando parte degli interventi e fornendo, ove necessario, un contributo alle operazioni con i propri volontari sul territorio. A luglio e agosto il Wwf ha organizzato 4 campi di volontariato nei territori del Parco.

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