Gran Sasso riproposta modifica all’emendamento che commissaria

Riproposta una modifica dell’emendamento del decreto Sblocca cantieri che provvede alla nomina di un commissario per il caso Gran Sasso, così i 3 rappresentanti dell’Osservatorio del Gran Sasso sono stati sentiti oggi in commissione ambiente alla Camera. Premesso, i sub-emendamenti, dello stesso tenore, sono già stati respinti al Senato.

Contro i rischi d’inquinamento della falda acquifera del Gran Sasso, per le attività di laboratorio e le gallerie, comunque, ci riprovano gli ambientalisti esprimendo un giudizio negativo sull’emendamento che porta alla nomina di un commissario. A buon ragione perché in passato questo tipo di gestione si è rivelata completamente fallimentare.

L’Osservatorio ha lasciato ai deputati un sunto della situazione dell’acquifero del Gran Sasso: “Nessuna concreta forma di partecipazione è prevista nel decreto, denuncia il gruppo ambientalista – fondi insufficienti (120 milioni di euro in tre anni) rispetto alle richieste contenute nella delibera della Giunta regionale n. 33/2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso” (172 milioni di euro). Nessuna chiarezza circa gli interventi che si intendono fare: si riparte dal lavoro svolto dal Comitato istituito dalla Regione e che ha portato alla richiamata delibera n. 33/2019 con la definizione delle attività urgenti e indifferibili per la messa in sicurezza delle gallerie autostradali e dei laboratori sotterranei dell’Infn o si riparte da capo? nessun impegno concreto sull’allontanamento delle sostanze pericolose che sono stoccate all’interno dei laboratori dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare. Deroghe rispetto alle norme poste a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”. Questo dell’audizione è ritenuto dall’Osservatorio un passaggio importante per il rischio cui sono esposto migliaia di abruzzesi, nelva speranza che il parlamento continui a vigilare.