Radio Frequenze e 5G: leggere attentamente le avvertenze (ma dove?)

Onde millimetriche che ci attraverseranno, da capo a piedi, tutto il giorno e per tutte le ore per consentirci di mettere in moto un’auto, un motorino, una bicicletta elettrica con uno sguardo. Per accendere una luce o per un frigorifero, per attivare una lavastoviglie con comando vocale, per aprire una porta e le cassette della posta, per l’acqua in giardino e a casa, per lavare i panni e stirarli. Vogliamo tutto e a che prezzo? Un futuro di antenne, dicono che ne saremo sommersi sino alla cima dei capelli con la tecnologia di quinta generazione (5G). Avvertenze? Ancora nessuna in via ufficiale, chi dovrebbe vigilare su un eccesso di radiofrequenze, per intensità e magari anche per quantità, spesso non ha nemmeno personale e attrezzature disponibili.

Sulle emissioni la legge c’è e va applicata, l’agenzia regionale c’è ma è già tanto impegnata, sovraccarica di lavoro, sotto organico e con apparecchiature ante guerra. Non sembra essere stato valutato poi il rischio per la salute con l’arrivo della 5G che, garantiamo, non è nemmeno una tecnologia tanto nuova come si vuole far credere. La sesta è già pronta e servita.

Le esposizioni alle radiofrequenze hanno degli effetti, ma l’industria è sorda su questo, non investe. Immancabili le divagazioni dal tema come lo spauracchio della tutela della privacy, falso problema. Si può sapere ormai persino a che ora andiamo in bagno e quante volte. Subdole certe frasucce per infondere poi un senso di vergogna: siamo i soliti sempre indietro anche per la tecnologia necessaria per l’Intelligence come arma di prevenzione e difesa nel cyber space. Ci salveremo dalla guerra, ma riposeremo in pace. Amen e con qualche euro in più ci garantiranno l’opzione cassa automatica. A beneficio soprattutto di quei Paesi super tecnologici e sovrappopolati che sono in cerca di nuovi territori nel vecchio continente.

Al centro di ricerca sul Cancro dell’istituto Ramazzini di Bologna, dal 2005 al 2008, è stato condotto un esperimento sugli effetti delle esposizioni alle radio frequenze. Dalla fase prenatale e sino alla morte 2 mila 448 topolini (scelti perché tra i mammiferi rispondono agli stimoli in modo molto simile agli esseri umani) sono stati irraggiati per 19 ore al giorno da una frequenza di 1,8 Ghz simile a quella prodotta da tecnologie 2G e 3G, a quanto pare, per simulare la trasmissione delle radiofrequenze delle antenne della telefonia mobile e delle stazioni base.

Lo studio ha consentito di rilevare una inquietante corrispondenza tra i tumori analizzati e quelli segnalati da un’altra ricerca che negli Stati uniti (consulta qui) è stata condotta dal National toxicology program. Usando lo stesso modello sperimentale, ma i ricercatori americani hanno indagato sulle esposizioni a frequenze più simili a quelle dei cellulari. In entrambe gli esperimenti Sorprendentemente sono apparsi tumori rarissimi nel cuore in particolare a mutare sono le cellule di Schwann nelle cavie. In un gruppo di 100 topolini: “Uno Schwannoma del cuore – e dopo appena 20 unità – un altro Schwannoma del cuore e dopo ancora.. ” si tratta di un tumore rarissimo. L’evenienza di un tumore raro è sempre la dimostrazione di qualcosa che non va e noi partiamo da questo presupposto per seguire il video recuperato dal social Facebook.

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