Via Verde da mettere al centro della Zes e di Vasto

Per l’attività di produzione di leganti idraulici nell’area industriale di Vasto (Ch), al ricorso al Tar di Legambiente e Wwf, contro il parere favorevole alla Valutazione di incidenza ambientale (Vinca del 15.01.2018 settore IV urbanistica) segue l’opposizione di Oasi, un’associazione composta da alcuni imprenditori vastesi. Gli ambientalisti spiegano le ragioni del no a quest’altra iniziativa imprenditoriale e sottolineano di dare un nome e un colore al futuro di quest’area costiera  e puntare al sostenibile o all’insostenibile.

, attività da impiantare in uno stabilimento cominciato a costruire da Trace srl (Fg) e completato dalla Vastocem, incorporata dalla Escal di Manfredonia (Fg). «Nessun fronte del No a prescindere o sindrome di Nimby.. l’atto amministrativo a nostro avviso è minato da diverse irregolarità come già precisato a marzo 2018 alla presentazione. In attesa del pronunciamento del tribunale amministrativo di Pescara, probabilmente entro fine anno, ribadiamo la necessità di tenere i riflettori accesi su un territorio che è al centro  della costa dei Trabocchi e della Regione” intervengono in una nota Wwf e Legambiente.

Nulla da dire sul valore della Strategia di specializzazione intelligente (S3) regionale concentrata nella val di Sangro e a San Salvo e della Zona economica speciale tra i porti di Vasto e Ortona con un ridisegnamento delle aree industriali retrostanti. Il gruppo ambientalista però ragiona sul genere di industria da garantire per il futuro preferendo l’elettrico e la sostenibilità “Sevel, primo stabilimento europeo nella produzione di veicoli commerciali leggeri che oggi punta all’elettrico? Di Pilkington automotive Italia o Denso? E di tutta quell’industria importante che punta alla sostenibilità? Oppure rincorrere cemento e rifiuti come sta accadendo su Punta Penna?. Da un lato la Zes è un’opportunità.. dall’altro certifica anche il fallimento di una classe imprenditoriale locale che non ha saputo innovare e riposizionarsi sui nuovi mercati .. e l’occupazionale di questo territorio che passa anche attraverso la via Verde. .. Il 1° rapporto sul cicloturismo fatto da Unioncamere ci dice che in Italia c’è un’economia nazionale sulla bici già di 7,5 miliardi di euro che può arrivare potenzialmente a 25 miliardi ed anche l’Abruzzo, terra del turismo attivo e cicloturistico, sta facendo la sua parte – concludono Legambiente e Wwf – Chiediamo a Comune e Regione un processo partecipato nella definizione della Zes e del nuovo Piano regolatore dell’area industriale di Vasto, nonché un’attenzione forte sul ruolo dell’Arap».