Premio Croce. Da Vasto a Lanciano sino ai Comuni crociani ecco il verdetto delle giurie popolari

Si è tenuto a Lanciano (Ch) ieri il lavoro di lettura e valutazione delle 27 giurie popolari che hanno dato la loro indicazione dei migliori libri in gara per le tre sezioni della XIV edizione del Premio nazionale di cultura Benedetto Croce.

Per la sezione saggistica è stato indicato il libro di Alberto De Bernardi, “Fascismo e Antifascismo” edizioni Donzelli; per la narrativa il libro “Leone” di Paola Mastrocola edizioni Einaudi e per la letteratura giornalistica il libro “Il Vesuvio Universale” di Maria Pace Ottieri edizioni Einaudi.

All’assemblea conclusiva tenutasi a Lanciano nella mattinata del 31 maggio hanno preso parte oltre 450 personee all’evento sono stati presenti insieme alle istituzioni del comune di Lanciano, i sindaci dei 3 Comuni Crociani d’Abruzzo, Luigi La Cesa di Pescasseroli e Marco Moca di Raiano, in provincia dell’Aquila,Angelo Piccoli di Montenerodomo (Ch ). Immancabile il primo cittadino di Teramo, Gianguido D’Alberto, il capoluogo di provincia  ospiterà l’assemblea conclusiva nel 2020 quando una delegazione del Comune di Candela (Fg) gemellata con il Comune di Pescasseroli, per la transumanza, farà parte delle giurie popolari.

Spetta ai 7 componenti della giuria istituzionale del Premio, presieduta da Dacia Maraini, fare proprie le indicazioni delle giurie popolari, valutare i testi in via definitiva per decretare i vincitori della XIV edizione del Premio Croce che si terrà a Pescasseroli il 25, 26 e 27 luglio.

L’evento di Lanciano è stato preceduto da un convegno sul rapporto tra Benedetto Croce e Raffaele Mattioli, entrambi abruzzesi tenuto a Vasto (Ch), presso il plesso scolastico intitolato a Mattioli. Relatori principali sono stati lo storico abruzzese Costantino Felice, anche lui di Vasto e l’economista, già vicedirettore generale della Banca D’Italia, Pierluigi Ciocca. Con i due eventi la giuria e il Comitato organizzatore del Premio Nazionale di Cultura Benedetto Croce di Pescasseroli ha desiderato rafforzare i legami del Premio con il territorio abruzzese e, nello tempo, far conoscere soprattutto alle nuove generazioni i personaggi che hanno reso un grande servizio alla regione e all’Italia, come Benedetto Croce.