Attese, chiusure e carenze sanitarie: in ginocchio l’intera popolazione del Centro Abruzzo

Sulmona (Aq). Anthony Pasqualone e Francesco Marrelli, della segreteria Cgil dell’Aquila, tornano sui disservizi, le carenze di organico dell’ospedale ovidiano, sulle lunghe liste di attesa e la chiusura del Punto nascita della valle Peligna disposta dal ministero della salute e riportata nel verbale dei tavoli di monitoraggio con la Regione del 28 marzo e del 9 aprile.

Per il Punto nascita di Sulmona il sindacato è nettamente contrario: “La politica ..si preoccupa di affrontare il tema esclusivamente per perenni propagande elettorali di basso spessore senza che vengano trovate definitive soluzioni”. Non si parla del fatto che il mantenimento della struttura è necessario per le connotazioni orografiche del territorio e la chiusura contribuirebbe allo spopolamento delle aree interne. “A ciò si aggiungano le disastrose condizioni socio economiche in cui versa l’intero territorio del Centro Abruzzo così costretto ad una mobilità forzata verso altri territori, difficilmente raggiungibili, per vedersi garantire un diritto costituzionale” in breve dovrebbe essere il servizio sanitario ad avvicinarsi a chi ne ha bisogno perché il diritto alla salute è inalienabile e ricomprende la prossimità. In breve il sindacato torna a denunciare anche carenza di personale e lunghe liste d’attesa:

  • per una visita gastroenterologica nell’area Peligna sono necessari 182 giorni di attesa;
  • per una Tas addome completo con e senza mezzo di contrasto, per l’area Peligna, sono necessari 178 giorni di attesa;
  • per una ecografia della tiroide per l’area Peligna, sono necessari 268 giorni di attesa;
  • per una ecografia della mammella monolaterale per l’area Peligna, sono necessari 280 giorni di attesa; per una coloscopia con endoscopio flessibile sono necessari, per l’area peligna 345 giorni di attesa;
  • per una ecografia apparato urinario sono necessari 268 giorni di attesa per l’area Peligna;
  • per una Tac del torace con mdc sono necessari per l’area Peligna 178;
  • per una visita endocrinologica sono necessari 360 giorni di attesa;

La mancata riduzione delle liste di attesa, la chiusura del Punto Nascita e la mancata assunzione di personale, rappresenterebbero per il territorio della Valle Peligna il definitivo collasso della sanità pubblica che mette in ginocchio l’intera popolazione del Centro Abruzzo.