Emblemi della Costa Adriatica. Riforma dei Trabocchi, non è solo questione di Ristorazione

Dopo l’audizione dei portatori di interesse, il 23 maggio in Commissione Territorio, per la proposta di legge regionale sui Trabocchi ci sono importanti novità. Tutti gli emendamenti del Movimento 5 stelle sono stati recepiti dalla maggioranza, oggi sempre in II commissione, nel corso della discussione sulla norma dei Trabocchi che il 4 giugno andrà al vaglio del consiglio regionale.

Aggiornamento

L’accordo raggiunto riproporrebbe le misure proposte dalla maggioranza (Lega-Forza Italia): 160 m² per i tavoli, 50 m² per la cucina e servizi igienici con capienza massima di 60 persone. Vengono accolte le proposte del M5s e Pd di divieto di modificare le caratteristiche originarie costituite da rete, verricello e forme tipiche, sull’utilizzo delle strutture per attività didattiche per un numero di ore settimanali non inferiori a 6 e la simulazione dell’antico metodo da pesca durante la ristorazione almeno una volta al dì. É stata respinta la proposta di ridurre la dimensione a 160 m² totali. “L’intero corpo della norma ha numerose lacune, ma i nostri interventi vanno a migliorare quelle che erano le criticità più palesi: sicurezza dei fruitori, tutela ambientale e patrimonio storico. Abbiamo anche ottenuto, proprio in funzione del patrimonio storico, che i trabocchi diventino accessibili per attività didattiche e culturali” è il commento dei consiglieri regionali Giorgio Fedele, Barbara Stella, Pietro Smargiassi, Francesco Taglieri e Marco Cipolletti che questa mattina in commissione territorio e ambiente hanno presentato gli emendamenti migliorativi al testo.

“La norma, come abbiamo sempre sostenuto, non è risolutrice per alcune problematiche vissute oggi dai gestori, ma i nostri emendamenti provengono dall’ascolto dei portatori d’interesse, con il fine di rendere più corretta una legge che la maggioranza voleva approvare senza aver dato la giusta voce alle realtà territoriali. Ora monitoreremo l’approvazione in seno al Consiglio regionale per garantire che il testo ratificato sia inerente a quello licenziato dalla seconda commissione” concludono i consiglieri pentastellati.

Il tema dei Trabocchi non può essere ridotto ad una questione di ristorazione e ricettività, un altro fondamentale aspetto va considerato nella definizione della riforma anche per i sottoscrittori del Contratto di fiume Feltrino che si aggiungono alla schiera di associazioni e gruppi che dubitano delle connotazioni commerciali delineate nella originaria proposta di legge regionale tesa a cambiare i connotati di questi antichi macchinari da pesca.

“Sono patrimonio storico e rappresentano un simbolo identitario della costa” così i sottoscrittori de Contratto di fiume in un intervento ripreso dalla pagina Facebook de Centro documentazione sui conflitti ambientali. Diremmo storia antica, sfiorando l’archeologia marittima con queste strutture tanto rare quanto preziose perché l’Adriatico selvaggio, con la sua indomabile bellezza, si poteva corteggiare un tempo solo conservandone l’incanto e i pescatori per questo stendevano lunghe e braccia al mare e ai suoi abitanti a chiedere l’indispensabile per vivere con dignità. E quella norma così velocemente prodotta però “Non è urgente e scriverla di fretta e furia, viste le numerose criticità, è un errore che danneggerebbe tutto il territorio” spiega il presidente della commissione regionale Vigilanza, Pietro Smargiassi. La proposta dell’assessore regionale Nicola Campitelli, che punta a modificare la struttura degli antichi trabocchi emblema della costa abruzzese va studiata senza troppa ansia di chiudere subito.

“Il tema riguardante i trabocchi non può essere affrontato semplicisticamente come una questione di sola attività di ristorazione e di metri quadri adibiti a questa funzione perché, prima di ogni cosa, i trabocchi sono un patrimonio storico-culturale del territorio con caratteristiche ben definite e rappresentano la costa –  e l’invito dei sottoscrittori del Contratto di fiume Feltrino, rivolto alla Regione Abruzzo è di formulare la nuova Legge, punti ad una visione di turismo più ampia, sostenibile e a pettine.

  •   Si tenga conto anche di ciò che vi è intorno (come la via verde, le aree di vegetazione spontanea, le riserve naturali e le zone più interne).
  •  Si ponga come questione fondamentale la tutela ambientale, migliorando gli aspetti legati a scarichi fognari, inquinamento luminoso, effetto sulla fauna marina e costiera e i fiumi;
  •  Si basi sulla riduzione del consumo di suolo e sulla mobilità lenta e sostenibile: la via verde, esclusivamente pedonale e ciclabile, adiacente ai trabocchi dovrebbe essere l’unica via di accesso ad essi.

Archivio

Smargiassi sulla Riforma dei Trabocchi: “Questa norma interessa solo qualcuno?”

Trabocchi, con la riforma si teme la perdita della loro identità