Per i Mondi di Olivas, Maestro dell’Eterno Presente.

“Noi attraverso la realtà ci mettiamo in contatto con la memoria antica, la memoria eterna – chiarisce Ernesto Olivas alla giornalista Maria De Deo che mostra al maestro i disegni con la china realizzati fotografando prima il punto da disegnare. Olivas non è tanto favorevole al metodo, preferisce immortalare il momento con gli occhi e basta perché l’arte di dipingere diventa un linguaggio e chi se ne impadronisce “..va camminando per i mondi”. Un dialogo  con il maestro per capire che c’è bisogno d’arte per distrarre le nuove generazioni e magari salvarle dall’ipnosi digitale.

Una pennellata rossa in fondo, il maestro sta nel bel mezzo di via Francesco Pantaleo e ha assicurato gli angoli del suo foglio al cavalletto con 4 mollette per i panni. E i curiosi sono tutti lì a guadare, il ciclista al volo getta un’occhiata e un gruppo di giovani, alle spalle del maestro, sorride con gli occhi non più distratti, fermi innanzi al quadro per accorgersi che quel verde per un pezzo è raggiante, in questo caratteristico scorcio d’Abruzzo è come se Olivas avesse restituito questi ragazzi alla loro terra strappandoli all’ipnotico virtuale. A metà dell’opera il gruppetto resta estasiato, Ernesto Olivas ha impiegato poco a creare l’immagine eppure “Ho scordato l’attemperino a casa” confessa. Fa lo stesso, continua a disegnare rendendo accettabili anche i cavi elettrici che imbruttiscono il vicolo, risparmia una sola cicatrice a metà della Santissima Annunziata. Una stecca di ferro all’apice del campanile dà l’indizio di un inverno feroce che si è abbattuto anche sul complesso, girando la croce.

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Parola di Olivas

Maestro dell’Eterno Presente