Solo 122 posti letto per il nuovo ospedale: scoppia la guerra dei numeri

Sulmona (Aq). Scoppia la guerra dei numeri che in termini di diritto alla salute impone una proporzione inversa per le aree interne: più c’è diritto meno si conta.

A confondere le acque è stato anche il Quotidiano sanità che ha creato aspettative incredibili indicando la capienza del nuovo ospedale di Sulmona in 164 posti letto. Non solo un altro quotidiano ne indica 160 in dotazione al nosocomio peligno e un altro ancora ne assegna 126 di posti letto al nuovo ospedale di Sulmona.

Per la prima cittadina poi non bastano i 122 posti letto assegnati rispetto ai 129 promessi dalla Asl 1, contenuti nell’autorizzazione alla costruzione del 2015 (provvedimento 4 dell’ex manager Giancarlo Silveri). Con una nota inviata ai vertici della Asl1 e all’assessore regionale Nicoletta Verì, Casini chiede chiarimenti e sollecita l’attivazione dei 7 posti assenti nella istanza di autorizzazione all’esercizio del nuovo presidio ospedaliero (in corso di istruttoria presso il Comune di Sulmona), preoccupata che possa divenire una situazione definitiva. Lo è diventata per gli altri già persi, tanti in questi ultimi anni, senza che nessuno in Regione se la prendesse. Nella nota, Casini sottolinea le caratteristiche del nuovo presidio, il primo nella Regione totalmente antisismico, costruito in acciaio e dotato di nuovi e moderni macchinari e valuta gravemente pregiudizievole per Sulmona e per l’intero comprensorio peligno limitarne le potenzialità

Intanto il nuovo presidio sanitario è ancora chiuso, comunque per 20 anni l’Azienda sanitaria locale pagherà un canone annuo di locazione di circa 1 milione 800 mila euro all’impresa che l’ha costruito per acquisirne la proprietà al versamento di tutte le rate, ma il contratto prevede il riscatto anticipato dell’immobile dal II anno. Sono ormai urgenti i riscontri in merito alle varie istanze di riqualificazione dell’offerta sanitaria peligna partendo da una ridefinizione del nostro ospedale in termini di classificazione nell’ambito della programmazione sanitaria, su cui la Regione sta intervenendo con una nuova proposta da presentare al tavolo di monitoraggio ministeriale entro il prossimo giugno – afferma il sindaco Annamaria Casini – Sono sempre più convinta che alla base di una corretta programmazione non debbano prevalere i numeri legati alla popolazione che un territorio può esprimere, ma sarebbero da considerare altre variabili e altre quantità che sono invece realmente rilevanti per garantire una equa fruizione del diritto alla salute. Esse attengono alle caratteristiche territoriali ed orografiche nonché, ancor più importanti, al trattamento delle patologie tempo-dipendenti che fanno riferimento alla effettiva possibilità per i pazienti di essere curati in tempi rapidi in strutture appropriate con una dotazione completa di servizi correlati”.