Bando mensa, Meet Up Sulmona: ‘Non premia il prodotto locale, Capitolato da rivedere’

Capitolato per il bando della refezione scolastica? É da riveder perché assegnerebbe alle aziende che offrono un prodotto locale solo 8 punti. Un punteggio pari alla metà di quello riferito al prodotto biologico (16). A chiederlo è il Meet Up Sulmona:

“Se prima potevamo avere qualche dubbio, ora abbiamo la certezza che la giunta comunale ha 2 facce da mostrare, a seconda delle esigenze o convenienze politiche” così i pentastellati fanno chiarezza sul punteggio del capitolato di appalto del bando per le mense scolastica che, nonostante l’annuncio dell’assessore comunale Piero Fasciani di mirare alla filiera corta e ai prodotti a chilometro zero, mette in coda proprio le aziende locali che puntano agli alimenti del territorio, spesso privi di denominazioni speciali e marchi esclusivi. “Se da un lato, a parole (la giunta) difende la territorialità sulmonese e i suoi prodotti, dall’altro la penalizza, escludendo o dando un basso punteggio per l’aggiudicazione della gara da parte delle aziende locali che utilizzano prodotti del territorio – precisano i pentastetallati – Nel capitolato di appalto del bando, infatti, la premialità per i prodotti locali è ridotta a soli 8 punti. Invece 16 punti vengono assegnati ai prodotti biologici, Dop (Di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta) che provengono solo dal resto d’Italia e dall’Europa. I prodotti Igp locali sono soltanto i vini, che non è certo il caso di dare ai bambini delle scuole. Chiediamo e auspichiamo che la giunta comunale riveda il capitolato per la gara delle mense scolastiche valorizzando le aziende che utilizzano prodotti del territorio, in maniera tale che oltre alla assoluta certificazione di provenienza degli alimenti, si dia anche respiro ai produttori locali – conclude il Meet Up –  Suggeriamo all’amministrazione comunale di rifarsi ad altri comuni non lontani da Sulmona, come Popoli (Pe) e Introdacqua (Aq) che hanno adottato capitolati che privilegiano i prodotti locali”.

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