Nessun nuovo agente per le carceri aquilane. A Sulmona meno 9 per vigilare i detenuti

Non sono rinforzi per l’attività di vigilanza nella sezione detentiva del supercarcere di Sulmona i 9 ispettori riassegnati nella stessa sede in cui operavano prima del corso di formazione. Più che fondati i timori espressi da quanti non vedevano di buon occhio il passaggio dei 9 baschi blu dal ruolo esecutivo, ossia di diretta vigilanza dei detenuti, al ruolo di concetto, non più impiegabili dunque in questa mansione, lavoro che più di altri soffre di carenze di organico.

Non bisogna prendersela con gli agenti, anche perché non si può negare il diritto di ambire a qualcosa di meglio, ma non si può nemmeno lasciare le cose così come stanno. Anche perché non solo non sarebbero previsti nuovi agenti di Polizia penitenziaria per le carceri della provincia dell’Aquila, secondo le previsioni del Piano di assegnazione del Dipartimento di amministrazione penitenziaria, ma presto saranno immessi, soprattutto nelle carceri del Centro Sud, altri 2 mila 900 sovrintendenti. A quanto pare non è previsto un ricambio generazionale per la prima linea, per chi controlla le sezioni detentive. così interviene il segretario della Cst Uil Adriatica Gran Sasso Mauro Nardella che a metà marzo ha considerato la riconferma della sede di Sulmona per i poliziotti promossi, una premessa al rinforzo necessario al carcere Peligno facendone anche una questione di presenze confermate in una città che anagraficamente parlando, scriveva il sindacalista, è sempre più deficitaria. Meno 9 agenti esecutivi, le fila dei baschi blu in prima linea si assottigliano, sempre meno poliziotti e sempre più stanchi, divise trasandate e una età media che fa disavanzo.

“Nel piano virtuale presentato dal dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria non emerge, infatti, nessun riferimento incrementativo per gli istituti aquilani – sottolinea il segretario confederale che a metà marzo aveva  sperato in un rafforzamento – Il segnale non è buono- conclude Nardella – A breve le cose potrebbero addirittura peggiorare. È di pochi giorni fa, infatti, la notizia dell’immissione sul territorio nazionale, provenienti dal ruolo degli assistenti di polizia penitenziaria , di circa 2 mila 900 sovrintendenti e per lo più concentrati in istituti del Centro Sud. Visto che di nuovi agenti in arrivo non se ne vede neanche l’ombra? Nella speranza che il Dap riveda il piano di assegnazioni, toccherà ai Direttori sbrogliare una matassa molto ingarbugliata e che rischia di fare saltare tutti gli schemi qualora il cambio di rotta non ci dovesse essere”.

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