La Cittadella degli Alpini di Milano racconta l’Abruzzo con il IX Reggimento dell’Aquila

Appena inaugurata a Milano e sono stati oltre 25 mila i visitatori della Cittadella degli Alpini 2019 nel primo giorno di apertura. Al parco Sempione, di spalle al castello Sforzesco, si racconta anche una storia abruzzese di soccorso, solidarietà, professionalità, volontariato e disponibilità: quella degli incendi dell’agosto 2017 dove gli Alpini furono impiegati sul fronte del fuoco che assediò la valle Peligna.

La cittadella è stata presentata quest’anno con una formula innovativa, la presenza congiunta degli Alpini in servizio e dei volontari della Protezione civile dell’Associazione nazionale alpini (Ana), per far conoscere e comprendere il sistema dual use con cui l’Esercito italiano coniuga i molteplici assetti del volontariato in emergenza e degli interventi di soccorso. Alla cerimonia d’inaugurazione stamane era presente il presidente dell’Ana, Sebastiano Favero, il Comandante delle truppe alpine, generale di Corpo d’Armata, Claudio Berto, il vice sindaco di Milano, Anna Scavuzzo.

“Questa cittadella è la testimonianza concreta di ciò che possiamo fare per la comunità. Questi giovani potranno raccontarvi storie di posti lontani in cui sono stati impiegati, ma anche il loro quotidiano servizio per il Paese entro i confini nazionali a fianco della Protezione civile dell’Ana, sinergia che dimostra la passione che unisce coloro che in servizio e in congedo hanno indossato la Penna – è il messaggio del generale Berto che ha evidenziato come le truppe Alpine dell’Esercito Italiano riescano ad interagire efficacemente con i sistemi di Protezione civile dell’Associazione nazionale Alpini che, tramite il suo presidente Favero, ha sottolineato: “crediamo nel sistema paese e in ciò che possiamo fare al servizio della popolazione, testimoniandolo con la nostra presenza la solidità dei valori alpini”.

Con oltre 40 stand espositivi e circa 300 alpini, in servizio e in congedo, in questi giorni nella Cittadella saranno mostrati i mezzi in dotazione alle unità del Genio militare per le calamità naturali e per la bonifica dei residuati bellici accanto a quelli dell’anti incendio boschivo e dei subacquei della Protezione civile, l’ospedale da campo e le squadre di soccorso alpino militare e i droni della Protezione civile. Presenti, tra gli altri reparti, anche i militari del 9° Reggimento Alpini della Brigata Taurinense con mezzi e materiali utilizzati sul campo, durante l’operazione Sabina svolta in centro Italia appena dopo il terremoto del 24 agosto 2016. Appena dopo il sisma l’Esercito Italiano ha immediatamente messo a disposizione le capacità e la professionalità delle proprie unità fornendo militari, mezzi e materiali per la salvaguardia e l’incolumità do persone e beni, al ripristino della viabilità e allo smaltimento delle macerie nel Centro Italia.

Impegnati in una difficile opera di contenimento degli incendi dell’Estate 2017, nella conca Peligna, gli Alpini del IX Reggimento hanno fatto da scudo alle popolazioni dell’entroterra abruzzese contro un’imponente fronte d’incendio sviluppatosi su monte Morrone nelle vicinanze della storica città di Sulmona. Anche in quella occasione gli Alpini hanno dimostrato grande abnegazione e coraggio. L’intervento è stato disposto dal Comando operativo dell’Esercito, su richiesta della Regione Abruzzo. L’altruismo e l’operosità di quelle Penne nere ha riconfermato le peculiari capacità in alta quota delle truppe Alpine dell’Esercito Italiano. In vista dei possibili impieghi duali, l’impegno di quell’estate ha contribuito alla recente formazione del Battaglione multifunzionale Vicenza con capacità d’impiego rivolto al soccorso della popolazione in caso di pubbliche calamità.

Gli assetti dell’Associazione nazionale Alpini si confermano efficaci insieme all’Esercito Italiano, per vocazione e ideali, ponendosi al servizio del Paese come naturale moltiplicatore di efficacia, in virtù della semplice considerazione che, se lo status può cambiare tra militari in servizio e in congedo, tuttavia nel linguaggio degli alpini “una volta indossato il cappello si è alpini per sempre”.