Elezioni. Le Nobili Aspettative dei Candidati Privilegiati

Sono 99 consigli comunali in Abruzzo al voto il 26 maggio e, come in tutta Italia, si ripropone il problema dell’aspettativa retribuita per gli agenti candidati alle amministrative. La sospensione temporanea dell’obbligo di prestare servizio interesserà circa 60 agenti in regione e una ventina sono di stanza nel carcere di Sulmona. Le soluzioni proposte sino ad ora non sono passate, qualcosa si frappone ad un aggiornamento della legge 121/1981 che disciplina la candidatura alle elezioni delle divise.

Le maggiori difficoltà si registrano negli istituti di pena abruzzesi che soffrono da anni di carenza di organico, dove chi resta in servizio, avanti con gli anni, dovrà affrontare turni ancora più massacranti del solito per coprire i colleghi candidati in aspettativa retribuita, prevista dall’art. 81 della legge 121/1981.

Proposta di modifica di legge. Tra le soluzioni, spiegavamo in un report del 2017 che la cancellazione della parola aspettativa dall’art. 81 della legge 121/1981 potrebbe permettere agli agenti di fare campagna elettorale lavorando come tutti gli altri candidati con l’obbligo di non usare l’uniforme se si è a caccia di voti così per non condizionare l’elettorato. L’abito non fa il monaco? Sarà forse questa la ragione del mancato emendamento al testo di legge che resta così com’è. E la questione si trascina da anni con grande dispendio di energie e costi. Altra alternativa, scartata dagli agenti, è cancellare dal testo di legge solo la parola retribuita, di certo un mese di aspettativa e uno stipendio in meno ridurrebbe le aspirazioni politiche di molti per rispetto dei già magri bilanci familiari. Una sorta di equiparazione ai comuni mortali? No, anche se i liberi professionisti candidati riferiscono di sacrificare il lavoro per la campagna elettorale, è ancor più vero che è proprio grazie alle conoscenze generate dalla loro professione che fanno voti, immaginate un medico o un avvocato, ne sono piene le aule.. consiliari. Specie quasi estinta il pastore consigliere e mai vista quealla del politico artigiano, più unico che raro un sindaco o un consigliere di questa razza vessata e mal retribuita, bandita da molte assise civiche perché da impegnare nel recupero della ricchezza di territorio senza industrie, la ricerca del voto potrebbe generare un tracollo economico non solo familiare.

Mantenere privilegi è la ragione dell’illusione di una democrazia. Il mese di aspettativa retribuita per la candidatura si traduce in opportunismo per moltissimi e a confermarlo sono i risultati perché intere liste di agenti recuperano zero preferenze, nemmeno la propria, intanto riposano. I professionisti faranno a meno del lavoro per un mese se desiderano candidati e gli altri continuino ad avvelenarsi, a spaccarsi la schiena di fatica se vogliono arrivare, non a fine mese, ma almeno alla metà.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Liste elettorali Poliziotti, Nardella (Uil): “Cambiare la Legge 121/1981”

Zero voti per 30 candidati della Polizia Penitenziaria del carcere di Sulmona