No alla 5G da Fresagrandinaria e Morino, D’Amico: “Non faremo da Cavia”

Il consiglio comunale di Fresagrandinaria (Ch) ha deliberato, all’unanimità (11 marzo), la netta contrarietà alla sperimentazione della rete wireless 5G. E dall’entroterra vastese alla valle Roveto, i primi giorni di aprile, anche il sindaco di Morino (Aq), Roberto D’Amico, ha dichiarato di non voler autorizzare alcuna installazione di antenne nel territorio, da lui amministrato, per la sperimentazione della tecnologia di quinta generazione.

Aggiornamento 1, 2 e 3

Prima la salute per i lungimiranti amministratori che affidano al Principio di precauzione dubbi e incertezze che attraversano un’onda tecnologia di ultimissima invenzione.

Pro e contro. La 5G sarà impegnata non solo per la telefonia mobile, ma anche per la televisione, la mobilità, la sanità, il turismo virtuale e l’industria con una connessione 100 volte più veloce dell’attuale standard da sperimentare nei 120 Comuni scelti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agicom). Per raggiungere questa velocità occorrerà però nuova infrastruttura tecnologica e da qui le prime perplessità, alle attuali 60 mila antenne (posizionate sui tetti dei palazzi dei quartieri dormitorio e in aree periferiche rigorosamente abitate) e ai 24 mila hot spot di wifi pubblici sui lampioni della luce (soprattutto nei centri storici) potrebbero sommarsi altri milioni di mini antenne. Così spiega in un video  Maurizio Martucci, giornalista e autore del Manuale di autodifesa per elettrosensibili.

In Abruzzo i comuni scelti per testare la 5G sono 10 e oltre Morino per la provincia dell’Aquila c’è  Introdacqua, dove sino a qualche tempo fa la connessione on line era un tabù. Non mancano Gagliano Aterno, Canistro, Barete Civita D’Antino, territori spesso con problemi di connessione. In provincia di Pescara l’Agicom ha selezionato Castiglione a Casauria, Brittoli, Montebello Di Bertona e in provincia di Teramo Tossicia.

Le preoccupazioni espresse per la sovraesposizione alle onde elettromagnetiche hanno portato ad una interessante iniziativa promossa dal Comitato oltre Mcs. Alla campagna di sensibilizzazione aderiscono diverse associazioni (qui).

“Non faremo da cavia e continueremo a proteggere la salute dei cittadini, la qualità della vita e dell’ambiente che, fortunatamente e incontaminato, ancora ci circonda – spiega i sindaco di Morino che alla tecnologia di V generazione (5G) dice no – Il mio ruolo di primo cittadino m’impone prima di tutto la responsabilità di prendermi cura, ove possibile, dei miei concittadini pertanto volendo mantenere ora e preservare per chi verrà dopo di noi questi luoghi, non permetterò che il Comune di Morino prenda parte ad alcuna sperimentazione che possa danneggiarci. Come si può anche solo pensare che un Comune come quello di Morino, con una ricchezza ambientale come la riserva Zompo lo schioppo possa essere d’accordo e accettare volontariamente di deturpare l’ambiente e mettere a rischio la nostra salute, la purezza e la ricchezza che la natura ci ha offerto?”.