Resistere oggi per progettare il futuro, a Cocullo per la Festa dei Serpari

Tra gli eventi che preparano per la Festa di San Domenico quest’anno dal programma un anticipo: il convegno che del 28 aprile dal titolo Resistere oggi per progettare il futuro. Un incontro organizzato in collaborazione con tutte le associazioni dei piccoli Comuni del Centro Italia.

É conosciuto in tutto il mondo il Rito dei Serpari di Cocullo ossia l’offerta delle serpi che il primo giovedì di maggio si rivolgeva a San Domenico, per esorcizzare le malattie (odontalgie) e il morso dei serpenti velenosi. Il calendario tradizionale ha ceduto il passo alle festività moderne facendo coincidere il giorno dell’offerta con la festa dei lavoratori, il 1° maggio. In cambio dei rettili il Santo, si racconta, donò ai cocullesi un suo dente molare conservato in un reliquiario.

Chi era San Domenico (951-1031)? Monaco benedettino, nasce a Capodacqua di Foligno e muore a Sora. Per circa 6 anni fa l’eremita a Villalago (Aq) in una grotta sulla riva sinistra del fiume Sagittario così fonda un oratorio e il monastero di San Pietro del lago, ricordato nelle antiche porte di bronzo dell’abbazia di Montecassino, oggi sono ancora visibili i ruderi. Il culto dell’abate benedettino si diffonde nella valle del Sagittario grazie ai dipendenti dal monastero di San Pietro.

La cattura delle serpi parte già ad aprile, in questi mesi di risveglio dall’inverno i rettili sono mansueti e vengono adagiati sulla statua che rappresenta il Santo taumaturgo, quasi vestita di serpi, portata a spalla in processione. Dopo il rito i rettili sono restituiti ai luoghi naturali e incontaminati in cui sono stati prelevati.