Scarichi di Attività Commerciali nel Torrente Raio all’Aquila

L’Aquila. Nel torrente Raio sarebbero finiti i liquami di un centro commerciale così le acque di scolo del piazzale a servizio. A scoprire e denunciare il fatto i Carabinieri forestali del capoluogo abruzzese con l’ausilio dei tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) Abruzzo e la società Gran Sasso acqua.

Aggiornamento

Sul corso d’acqua la presenza di 2 tubi ha insospettito i militari che hanno provveduto agli accertamenti e così denunciato il responsabile della società che gestisce il centro commerciale Globo e il proprietario dell’immobile, entrambi della provincia di Teramo. I due sarebbero responsabili dell’apertura di 2 scarichi industriali fognari senza l’autorizzazione e del danneggiamento del corso d’acqua, il Raio. L’inadeguata applicazione della direttiva quadro Acque (2000/60/CE) interessa anche e soprattutto l’Abruzzo carente di reti fognarie e di sistemi per il trattamento delle acque.

L’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea a pagare una multa di 25 milioni di euro per mancata depurazione delle acque reflue. Sono oltre 70 le aree e i centri urbani della Penisola sprovvisti di reti fognarie o di sistemi di trattamento delle acque di scarico. Tra le 18 regioni la maglia nera è per la Sicilia dove oltre la metà dei Comuni è inadempiente. Non sono bastati 18 anni per mettersi in regola e così la Commissione europea ha chiesto una nuova condanna per l’Italia, già graziata 6 anni fa, definita maggio scorso. Preoccupano altre procedure che incombono sull’Italia in materia di acque, una concernente le derivazioni a scopo idroelettrico (EU Pilot 6011/14/Envi) e una più generale (Eu Pilot 7304115/Envi) per la mancata piena attuazione della direttiva, con particolare attenzione all’insufficiente coordinamento, all’assenza di metodologie corrette per gli inquinanti nelle acque sotterranee, ai prezzi dell’acqua in agricoltura e ad altre questioni legate sempre al settore agricolo.

In Abruzzo Uno dei territori con più problemi è l’area Castel Frentano – Lanciano (Ch), il nuovo depuratore è stato  inaugurato nel 2017 con eccessivo ritardo.

In particolar modo in Marsica le criticità nella gestione della risorsa idrica nel Fucino sonstate spesso denunciate dal Wwf montano. Oltre  50 milioni di euro del Masterplan in materia e nemmeno una parte dello stanziamento darebbe una prima risposta all’emergenza depurazione, così dichiarava  Antonello Santilli, vicepresidente dell’associazione Wwf montano, il 26 giugno.

“È necessario che le amministrazioni locali, l’ente regionale servizio idrico e il gestore del servizio idrico integrato (Cam spa) pongano tra le loro priorità la ristrutturazione e l’ammodernamento dei depuratori di acque reflue presenti sul territorio, anche attraverso l’introduzione di nuove tecnologie, al fine di fornire un servizio efficiente alla collettività garantendo il rispetto dell’Ambiente” dichiarava in una nota il Wwf.

Dati depurazione Arta

Teramo 4 trimestre 2018     L’Aquila 4 trimestre 2018

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