Fusi e Contenti: alla Nuova Realtà 32 milioni di euro

Prende ufficialmente il via il percorso di fusione indicato dalla commissione consiliare Coesione Territoriale e Progetto Futuro Popoli con 11 voti favorevoli (maggioranza Pd e  opposizione 5 stelle) e 2 voti contrari della lista Prima Popoli. Già si pensa al Parlamento territoriale e si prepara la strada anche al referendum.

Una proposta riformatrice, quella avanzata, che rimodella l’architettura amministrativa dell’area coinvolgendp 8 Comuni e oltre 12 mila abitanti, l’obiettivo è la crescita e lo sviluppo degli enti territoriali troppo spesso regionalmente emarginati.

“La modalità scelta mette al centro la volontà dei cittadini attori della costruzione di un futuro e di una concreta riforma strutturale, partendo dalle concrete esigenze del territorio – spiegano in una nota  Andrea Marino, consigliere e presidente di Ctepfp, Gianni Natale vice presidente di Ripensiamo il territorio – I comuni interessati sono  Popoli (Pe), San Benedetto in Perillis, Collepietro, Roccacasale, Corfinio, Vittorito, in provincia dell’Aquila, Bussi sul Tirino, Tocco da Casauria, in provincia di Pescara. Da essi si spera una dichiarazione di volontà simile a quella popolese a perseguire la visione progettuale di una comunità vasta che inverta lo spopolamento e sia  snodo e cerniera, chiave di volta territoriale tra mare e montagna, costa e aree interne, i 4 parchi abruzzesi giungendo in tempi brevi, a unirsi in un parlamento territoriale comune. Marino, dichiara che come ha dimostrano carte e conti alla mano Fausto Conigli il Sindaco di Trecastelli (Aa) comune fuso dal 2014, si conseguirebbe un miglioramento dell’offerta di servizi al cittadino ed alle imprese, oltre che a superare le difficoltà di collegamento tra servizi erogati in territori contigui dai diversi comuni, nonché l’ottenimento  degli  gli incentivi disponibili dallo  Stato e dalla  Regione, pari a 32 milioni di euro per 10 anni come illustrato dal Antonino Amorosi, esperto nel campo. Per non parlare della capacità di indebitamento e del piano delle assunzioni per il personale” uscendo fuori dal patto di stabilità.

“Il Comune potrà essere orgoglioso delle proprie potenzialità e pronto ad accogliere le infrastrutture necessarie a servire una nuova realtà così vasta e pronta a ripartire, mantenendo tutte intatte e sinergiche le singole identità storico-culturali che avranno più risorse per essere curate e messe a sistema” ha spiegato Fabio Travaglini della Camera di commercio Pescara/Chieti settore industria.

I 32 milioni di euro previsti per il Comune emergente con più peso politico-amministrativo, connesso alla costa e i bacini sciistici con una metropolitana di superficie, oltre alle economie di scala, saranno il volano per servizi di qualità, più vicini e a misura dei nuovi bisogni come nuove opere pubbliche per i territori interni. Il percorso verso questo traguardo culminerà in un referendum.