Intimidazioni al Parco. Tassi: ‘Mezzo secolo dopo cos’è cambiato?’

Sull’intimidazione ad Andrea Gennai, funzionario del Pnalm, impegnato a contrastare gli abusi edilizi, interviene Franco Tassi, per 33 anni direttore del Parco nazionale d’Abruzzo che ripropone in una nota alcune immagini delle minacce subite, anche da altri dirigenti dell’ente, una ventina d’anni fa: “Purtroppo insulti e minacce, denigrazioni e calunnie, per chi opera sul fronte della Natura sono pane quotidiano” commenta lo storico direttore del Parco nazionale d’Abruzzo.

Parla di un campanello d’allarme Tassi che sarebbe scattato dopo le intimidazioni a Gennai, ma l’ex direttore del Pnalm fa riferimento non proprio alle demolizioni di strutture abusive, quanto al fatto che le aree protette “attendono non solo le nomine dei nuovi responsabili, ma anche adeguate risorse e un vigoroso rilancio per tornare ad essere, come un tempo, modelli di conservazione e motori di riscatto per le zone montane e marginali del nostro Paese”. Come portavoce del comitato parchi Tassi auspica un intervento deciso del ministero dell’Ambiente Sergio Costa e del governo se si vuole che la salvaguardia dell’ambiente si traduca in azioni concrete  che riportino l’Italia all’avanguardia.

“Credevamo che nelle terre arricchite dalla stessa esistenza di un Parco Nazionale, di fama internazionale, la civiltà fosse ormai un valore dominante e che certi rigurgiti d’ignoranza, stupidità, violenza, malaffare e omertà non affiorassero più – interviene con amarezza tassi – Eravamo forse un po’ troppo ottimisti e questa ultima recente squallida bravata lo dimostra. É la prova sicura che la persona aggredita sta compiendo il proprio dovere per il rispetto delle leggi, nell’interesse della collettività. Ed è anche la conferma che il metodo seguito dai contestatori è quello tipico dei più vigliacchi che non avendo seri argomenti da esporre, sfoderano nell’anonimato il proprio ampio repertorio di banalità e volgarità – aggiunge Tassi – Nel nostro Paese, la vita di chi si prodiga per il bene comune non è facile e spesso viene costellata non da elogi, appoggi e riconoscimenti, ma da dolorose corone di spine. Del resto, proprio un illustre figlio d’Abruzzo, Ennio Flaiano, non aveva forse lucidamente e tristemente osservato, già molto tempo fa, che purtroppo In Italia si perdona tutto, ma non il successo?”. Il portavoce del Comitato parchi fa appello alla parte più sana e responsabile della società abruzzese.

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