Autostrade abruzzesi, i soldi per Toninelli ci sono, ma non per Strada dei Parchi

Bugnara (Aq). “Ci hanno detto di aver creato allarmismo. Oggi i dati scientifici ci dicono che abbiamo fatto bene – ha dichiarato il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli – Le carte al concessionario dicevano che i viadotti stavano molto meglio di quanto i rilievi stanno dicendo. Andiamo avanti con le verifiche di sicurezza per evitare altri crolli come quelli del ponte di Genova”. Oggi dopo le ore 11, sotto il viadotto Macchia Maura nel Comune di Bugnara (Aq), è stato eseguito un altro importante sopralluogo sull’infrastruttura.

Foto copertina Maria Trozzi

Il ministro ha poi rassicurato sulla copertura finanziaria dei 192 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza sismica delle 2 tratte autostradali abruzzesi stanziati con il decreto Genova: “I soldi per sistemare i viadotti della A24 e A25 ci sono. Me lo ha assicurato questa mattina il ministro Tria. Non ci sarà necessità di un ulteriore decreto”. A contestare l’esistenza del finanziamento è l’amministratore delegato di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, stamane sotto il viadotto di Bugnara: “I fondi non sono ancora disponibili”.

Anche altri concessionari saranno interessati da verifiche analoghe, dal 10 aprile partiranno i sopralluoghi con prove di carico su 2 viadotti in concessione di Aspi, annuncia Toninelli che conclude: “Sino ad oggi tutto si basava sull’auto controllo del concessionario con il ministero che si limitava a controllare le carte, d’ora in poi si applicherà un modello scientifico per valutare lo stato della struttura e le verifiche diventeranno la norma”. In breve, lo Stato quindi controllerà che i dati del concessionario siano rispondenti al vero.

Novità dunque con il nuovo blitz del ministro che ha assistito personalmente alle verifiche sulla tenuta antisismica della struttura e sullo stato dei piloni con gli ingegneri del ministero e dell’Università La Sapienza di Roma. Gli esiti del sopralluogo “dimostrano che le strutture con un carico di prova hanno mostrato una lesione, una microfessurazione che ha portato ad interrompere la prova”. Prima che il ministro arrivasse i tecnici stavano eseguendo il carotaggio sui piloni dell’autostrada gestita da Strada dei parchi. “Andiamo avanti con le verifiche di sicurezza per evitare altri crolli come quelli del ponte di Genova” ha affermato Toninelli. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha fatto riferimento anche alla copertura finanziaria dei 192 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza sismica delle 2 tratte autostradali abruzzesi stanziati con il decreto Genova: “I soldi per sistemare i viadotti della A24 e A25 ci sono. Me lo ha assicurato questa mattina il ministro Tria. Non ci sarà necessità di un ulteriore decreto” il ministro conferma l’esistenza del finanziamento. A confutare è l’amministratore delegato di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, presente al sopralluogo, secondo l’Ad della società che gestisce l’infrastruttura abruzzese, i fondi non sono ancora disponibili.

Anche altri concessionari saranno interessati presto da verifiche analoghe, Toninelli ha annunciato che dal 10 aprile partiranno i sopralluoghi con prove di carico su 2 viadotti  in concessione ad Aspi (Autostrade per l’Italia). Verifiche che saranno eseguite, nelle Marche e poi sulla tratta abruzzese dell’A14, in collaborazione con l’Università di Trento. Sino ad oggi tutto si basava sull’auto controllo del concessionario con il ministero che si limitava a controllare le carte: “D’ora in poi si applicherà un modello scientifico per valutare lo stato della struttura e le verifiche diventeranno la norma – conclude Toninelli – Lo Stato quindi controllerà che i dati del concessionario siano rispondenti al vero”.

Sui rimproveri ad Ance e Confindustria per non essersi opposte al nuovo codice degli appalti del 2016, alministro Toninelli replica Gabriele Buia il presidente dell’Ance, a margine di un seminario sullo student housing: “Mi dispiace, ma le affermazioni del ministro Toninelli, senza volontà di fare polemica, non corrispondono a verità: l’Ance è sempre stata contraria a questo codice degli appalti – afferma Buia – Abbiamo sempre detto che il codice non era adeguato alle necessità del Paese e alle necessità della collettività perché le opere pubbliche sono un bene sociale sostenendo anche che il codice avrebbe bloccato l’investimento pubblico. L’Ance si è sempre schierata contro fin dal primo momento” conclude Buia.