Intimidazione ad un funzionario del Parco, testa di agnello mozzata e minaccia

Pescasseroli (Aq). All’apertura del centro visita, verso le ore 10, le dipendenti hanno trovato una testa di agnello scuoiata infilzata sull’inferriata all’ingresso della sede del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molisecon un foglio a qualche centimetro con su scritte minacciose in stampatello blu indirizzate ad Andrea Gennai, da qualche anno responsabile del servizio tecnico dell’ente.

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http://www.parcoabruzzo.it/dettaglio.php?id=53124
Fonte Pnalm

Foglio bianco, dimensioni A4, con una intimidazione chiara, esplicita che fa riferimento alle demolizioni in atto nel territorio del parco. In breve, Andrea Gennai 49 enne di Pisa, a Pescasseroli sarebbe impegnato a contrastare gli abusi edilizi (servizio tecnico e ufficio legale) dell’ente. Il suo nome compare però anche nella rosa di candidati alla direzione del Pnalm, dopo il collocamento in pensione, a gennaio, di Dario Febbo. La terna (Sammarone, Oieni e Gennai) sarà sottoposta al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per la scelta di chi ricoprirà l’incarico di direttore generale di uno dei parchi più antichi d’Italia.

Ruolo piuttosto ambito quello da direttore del Pnalm, dal 14 gennaio 2018 è stato approvato l’aggiornamento dell’elenco degli idonei all’esercizio dell’incarico direttivo di parco nazionale, con bando indetto dal ministero. In virtù dell’aggiornamento e con la rinuncia alla candidatura di Martino Vitantonio, il Consiglio direttivo del Pnalm ha riaperto i termini per la ricomposizione della terna che con questi 3 nomi (Sammarone, Oieni e Gennai) sarà sottoposta al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per la scelta di chi ricoprirà l’incarico di direttore generale.

Gennai è anche direttore generale del Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, in Toscana (del ’79), già funzionario del parco nazionale foreste Casentinesi (nato nel ’93). Tra i recenti procedimenti per demolire alcuni manufatti nel Pnalm molti si concentrano in Marsica e nell’Alto Sangro “Non si tratta né di una bravata, né di una minaccia generica o personale” in una nota pubblicata nel sito ufficiale il Pnalm dichiara: “É un chiaro riferimento alle attività di repressione di abusi messe in atto dall’Ente, che prende di mira il responsabile dell’ufficio direttamente impegnato nei procedimenti“.

Dopo il ritrovamento della testa d’agnello e del foglio con la minaccia, le dipendenti hanno allertato il servizio di sorveglianza e sono stati chiamati i Carabinieri che hanno provveduto a fare tutti i rilievi del caso, la procura peligna ha aperto un fascicolo.

Solidarietà dal presidente del Pnalm da Antonio Carrara: “Esprimo la più completa vicinanza e solidarietà e quella di tutto l’ente ad Andrea nella convinzione che si tratti di un atto che colpisce il parco e le attività di controllo del territorio e repressione di abusi che si stanno realizzando e che, evidentemente, disturbano gli interessi di qualcuno che ricorre a gesti di intimidazione, tipicamente mafiosi. Certo il parco, forte della sua lunga storia, non si fa intimidire e fatti di questo tipo non fanno altro che rafforzare la nostra azione di tutela del territorio. Mi auguro che le forze dell’ordine possano accertare e perseguire i responsabili di questo ignobile gesto”.

Interviene sul caso anche Marco Marsilio presidente della Regione Abruzzo: “Ogni atto di intimidazione va respinto con fermezza al mittente. rappresenta solo un gesto di vigliaccheria verso chi quotidianamente svolge il proprio lavoro a tutela di un’area protetta d’Abruzzo, riferimento di migliaia di turisti. La Regione guarderà sempre con attenzione verso una politica di tutela ambientale e sviluppo turistico. Mi auguro che le indagini avviate dalle forze dell’ordine possano giungere all’identificazione dei responsabili al fine di riportare tranquillità e serenità negli uffici del Parcp”.

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