Odissea di un Eliminacode Guasto da un anno. Luci su Popoli chiede aiuto a Nicoletta Verì

Popoli (Pe). Se vanno avanti così presto daranno i  numeri quelli in coda al Cup (Centro unico di prenotazione) della Asl Pescara a Popoli. Un anno fa il guasto, 8 mesi fa la prima segnalazione, la promessa che il mezzo sarebbe stato risistemato il 19 marzo risale ai primi di questo mese, domani sembra che tornerà il tecnico, ma potrebbe essere anche il 29 marzo. In breve il problema resta irrisolto o peggio si ripropone in tutte le sue versioni peggiori merito della disorganizzazione globale della sanità pubblica soprattutto in Abruzzo e per le aree interne.

Il cittadino alle prese con i servizi sanitari italiani è sempre un ottimo soggetto cinematografico. E inoltre si potrebbero scrivere libri interi e di successo su come è ridotto il servizio, fiore all’occhiello d’Europa qualche decennio fa. In breve è diventata un’odissea anche far funzionare un semplice elimina code, il macchinario che distribuisce numeri al Centro unico di prenotazione per una fila corretta. A Popoli sono disciplinati, ma il furbetto non manca mai, ed è da un anno che richiedono la risistemazione dell’eliminacode anche all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) per evitare discussioni nella sala d’attesa del Cup. Avevano rassicurato che il 19 marzo la colonnina sarebbe tornata in funzione, ma al 26 marzo il miracolo non è ancora possibile. Un tecnico sembra sia passato e purtroppo ha lavorato 3 ore invano.

Eppure agli uffici Asl credevano che il problema fosse risolto. Miscredente ormai, il gruppo Luci su Popoli ha inviato una lettera al neo assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, per chiedere d’intervenire sulla grottesca e imbarazzante vicenda, in breve per mettere una pezza all’incresciosa situazione. Se nemmeno l’amministratore regionale riuscirà a risolvere la questione allora siamo davvero messi male in Abruzzo e i popolesi dovranno sforzarsi a vere e proprie fila di pazienza senza rompere nemmeno le righe, altrimenti chi le ripara!

Al gruppo spetta l’ultima parola e una domanda a capo di tutte quelle possibili e immaginabili: “Come mai per arrivare a una soluzione, ancora attesa peraltro, sono già trascorsi ulteriori 15 giorni e diversi articoli di stampa, più decine di telefonate? Come mai stando così le cose noi cittadini continuiamo a pagare 10 euro per ricetta?”