Zamparutti nella rosa per il Comitato contro la tortura, interviene Vittime del dovere

Roma. Ieri la delegazione parlamentare del Consiglio d’Europa ha selezionato, tra 12 proponenti, una terna di nomi da proporre al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt). Tra  i nominativi risulta Elisabetta Zamparutti, già componente del Cpt, moglie dell’ex terrorista Sergio D’Elia. “Una candidata dunque che verrà presentata in Europa come rappresentante del Governo attuale e di tutti gli Italiani” intervengono sulla composizione della terna le associazioni di volontariato, tra queste Vittime del dovere.

 

Il Cpt è organo del Consiglio d’Europa, previsto dalla Convenzione del 1987 (art. 3 della Cedu la quale stabilisce inderogabilmente che nessuno può essere sottoposto a tortura o a trattamenti inumani e degradanti). La funzione  del comitato è esaminare, con sopralluoghi, il trattamento riservato alle persone private della libertà. Il Cpt non è un organismo investigativo, ma un meccanismo di prevenzione non giurisdizionale per proteggere contro tortura e maltrattamenti nei luoghi di detenzione. Nel dicembre 2019 scadrà il mandato dell’attuale componente italiano, la delegazione italiana è chiamata a formulare una terna di candidature da trasmettere al consiglio d’Europa dalla quale verrà eletto, dal comitato dei Ministri, il nuovo componente italiano del Cpt, che rimarrà in carica per 4 anni.

“L’attuale componente italiano nel Cpt è Elisabetta Zamparutti che tra l’altro è anche tesoriere dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, presieduta dalla radicale Rita Bernardini e il cui segretario è Sergio D’Elia, radicale ed ex dirigente del gruppo extraparlamentare di estrema sinistra Prima Linea, diventata un’organizzazione terroristica, durante gli anni di piombo – spiega l’associazione vittime del dovere in un comunicato  – Sergio D’Elia ha scontato 12 anni di carcere per banda armata e concorso morale in omicidio volontario, al termine dei quali però, nel 2000, è stato riabilitato secondo quanto previsto dall’art. 178 del c.p. (con conseguente estinzione degli effetti penali della condanna e delle pene accessorie). La riabilitazione gli ha consentito di essere eletto alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche di aprile 2006 ed è in seguito stato nominato segretario alla Presidenza della Camera”.

Aggiunge l’associazione di volontariato: “L’attuale Governo, che ha più volte rimarcato la propria differenza rispetto al precedente, esaltando la necessità di valorizzare nei ruoli nevralgici persone rappresentative dei principi  fondativi dello Stato,  ha tuttavia – ancora una volta e sulle orme del precedente esecutivo- votato Elisabetta Zamparutti, quale membro del Ctp. Tutto ciò, prevediamo, potrebbe diventare causa di grande imbarazzo per l’Italia. L’attuale Esecutivo ha forse effettuato un cambio di marcia rispetto alle proprie proclamazioni in tema di certezza della pena e di conservazione del regime del 41 bis, candidando proprio la Zamparutti che, nella precedente legislatura, si era impegnata anche nella battaglia per l’attenuazione del “carcere duro”? La scelta di questo nominativo nella terna votata da maggioranza e da minoranza lascia supporre che il Governo sostenga un rappresentante che non è espressione di quei valori fondamentali che ha sempre dichiarato di fare propri e a cui, con questa scelta, attualmente rinuncia. Come Associazione che tutela la dignità, il sacrificio e la memoria di circa 500 famiglie di Vittime del dovere, terrorismo e criminalità organizzata, abbiamo avuto modo più e più volte di sollevare il problema in queste settimane e  ora speriamo venga affrontato con più consapevolezza. Da quando si è insediato il nuovo Governo abbiamo auspicato e sollecitato un cambio di rotta volto al rispetto del principio di certezza della pena e della dignità delle vittime. Speriamo di aver riposto la nostra fiducia in un Esecutivo sensibile ai temi di legalità e giustizia – prosegue la nota di Vittime del dovere – Questo nostro puntiglio e amore per la trasparenza non contrasta assolutamente con il giusto scopo della prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, che anzi deve essere perseguito in ogni sede con personalità che possano rappresentare con competenza e autorevolezza il nostro Paese. Tuttavia ci si domanda perché tra tutti gli esperti, che si ricorda dovrebbero essere indipendenti e imparziali nonché  provenienti da diversi ambiti disciplinari (giuristi, medici, specialisti in questioni penitenziarie e di polizia) sia stata votata dalla maggioranza della commissione una candidata ingombrante?”.

“Proprio domani si svolgeranno varie iniziative  perla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, primo giorno di primavera, simbolo di rinascita – conclude l’associazione Vittime del dovere – Ci auguriamo che tale ricorrenza possa far rinascere anche il buon senso e riscoprire il rispetto per quelle vite sul cui sacrificio è stato istituito il regime carcerario del 41 bis, dimostratosi l’unico regime detentivo efficace a contrastare il cancro delle mafie”.

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