I Sigilli alla Vasca di Cupello. Storia di Rifiuti Extra per ‘salvare’ i posti di lavoro

Stamane a Cupello (Ch) sono scattati i sigilli alla terza vasca della Cupello ambiente srl, discarica nel polo tecnologico di proprietà del consorzio intercomunale Civeta, commissariato. “Ambiente e salute sono diritti costituzionali protetti che non possono recedere dinanzi ad altri interessi” dichiara il procuratore capo della Repubblica Giampiero Di Florio che sta coordinando le indagini.

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Nell’invaso sono finiti circa 70 mila tonnellate di rifiuti provenienti da Puglia, Campania e Roma. Una scelta necessaria quella dei rifiuti extra, dicevano gli amministratori locali parlando di concorrenza spietata, per salvare 50 posti di lavoro perché gli impianti rischiavano di rimanere senza rifiuti, spiegò lo scorso anno Luigi Sammartino, su delega del commissario Civeta Franco Gerardini (fonte Zonalocale.it). La vasca si riempie velocemente nonostante i Comuni consorziati si rivolgano ad altre  piattaforme di San Salvo (Ch) e alla Ecolan per il servizio di raccolta e smaltimento.

Per il terzo invaso la durata utile prevista era di 15 anni, ma solo se fosse stato a completo servizio di Civeta. Inaugurato a settembre 2016, l’invaso si riempie rapidamente anche a causa dei rifiuti fuori regione (pari al 25% del totale) scaricati per effetto di una clausola nel contratto di concessione alla società che prevede la possibilità di conferire anche rifiuti di enti  extra consortili. Si stima così una riduzione della vita della terza discarica di circa 8 anni. Nel 2017 sono 40 mila tonnellate di rifiuti provenienti da Civeta e altre 24 mila da impianti di produttori certificati di Campania, Marche, Roma e il resto d’Abruzzo. La notizia che nella terza vasca finissero rifiuti di altre regioni fu confermata a giugno 2018 quando il direttore del Civeta, Sammartino, comunicò i dati sul consorzio e risultarono presenti in discarica anche rifiuti provenienti da Marche, Lazio e Campania. Questo per tutelare 50 posti di lavoro.

La vita della stessa discarica si è già ridotta di un anno, riferisce a metà dicembre 2018 il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio, che spiega il problema: la Regione ha autorizzato a ricevere rifiuti extra consortili nella terza vasca. Il primo cittadino allora chiede e ottiene dall’ente territoriale che dal primo gennaio 2019 non arrivino altri rifiuti extra.

Oggi i Carabinieri per la tutela ambientale Nucleo operativo ecologico di Pescara hanno dato esecuzione, su delega del procuratore Di Florio, al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vasto (Ch), riguardante la  III vasca della discarica per rifiuti non pericolosi della Cupello Ambiente. S’indaga su possibili violazioni di norme a tutela dell’ambiente e delle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale perché sarebbero accertati conferimenti di rifiuti extra regione per gli anni 2017-2018. L’adozione della misura cautelare si è resa necessaria per evitare ulteriori sversamenti e ulteriori conseguenze, con particolare riguardo al precoce esaurimento dell’invaso che mette a rischio la tenuta del sistema di gestione rifiuti approvato dalla legge regionale 5 del 23 gennaio 2018. “Le indagini sono tuttora in corso” fa sapere il procuratore capo.

Contro la realizzazione di una IV vasca di rifiuti a Cupello (Ch), giorni fa, hanno manifestato cittadini, agricoltori, ambientalisti e associazioni. La prima proposta di un altro invaso da 480 mila 750 m³, da costruire accanto a quelle del consorzio pubblico dei rifiuti Civeta, risale al 2017 e viene avanzata dalla società Cupello ambiente srl, titolare della terza vasca oggi sequestrata. Il progetto viene ritirato e poi ripresentato nel 2018. Contro si sono espressi in modo inequivocabile le associazioni ambientaliste, in prima linea il gruppo Il Cambiamento, con agricoltori e i cittadini che appena 4 giorni fa hanno manifestato dinanzi al consorzio Civeta per dire no alla realizzazione di 2 discariche: la IV vasca per rifiuti solidi urbani a Cupello e l’altra a Furci da 150 mila per rifiuti speciali non pericolosi.

Contrario al IV invaso anche l’ex assessore regionale Mario Mazzocca che ha comunque sottolineato che il progetto, di un privato, non rientra nel Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti che si occupa solo di impiantistica pubblica. Contrario all’iniziativa di una IV vasca è stato anche Gerardini, commissario per il risanamento finanziario del consorzio Civeta che ha messo in cantiere diversi progetti per innovare la dotazione impiantistica del sito anche con la costruzione di un biodigestore per produrre  biometano.

Formare una nuova discarica e un nuovo consiglio di amministrazione, spiegava Mazzocca qualche mese fa, è come fare un passo indietro nel tempo, economicamente non sostenibile, non previsto dalla legge regionale 36/2013 che ha portato alla nomina dei componenti degli organismi direttivi dell’Agir, l’Agenzia pubblica regionale che si occuperà della gestione del ciclo dei rifiuti.

“L’Agir rischia di far scoppiare una guerra di rifiuti tra Civeta ed Ecolan” ha spiegato il 29 giugno 2018 il direttore del consorzio Sammartino sottolineando il rischio he l’istituzione dell’Agir portasse all’esproprio degli impianti in comodato d’uso gratuito ai privati. Le dichiarazioni seguono gli incendi enlla vasca: il 12 giugno brucia parte del pattume e, ad incendio spento, dopo 24 ore si sviluppa un altrorogo nella stessa discarica gestita dall’imprenditore foggiano Rocco Bonassissa che a maggio 2018 ha ripresentato il progetto di IV invaso, il primo era stato ritirato.

Dati forniti dagli uffici regionali dal 2001 al 2015 il costo lordo complessivo sostenuto dal consorzio per il consiglio di amministrazione è pari a poco meno di 2 milioni di euro (per la precisione pari a € 1 milione 866 mila 364,00). Attualmente il Commissario straordinario percepisce 18 euro lordi a missione, il che vuol dire che non copre neanche le spese vive che lo stesso sostiene per recarsi a Cupello. Da non sottovalutare, poi, il fatto che un’eventuale reintroduzione del Consiglio di amministrazione comporterebbe l’aumento di 5 euro della tariffa di conferimento per pagarne le spese.

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