Esperimento Luna Mv il Comitato Via vuole approfondire e chiede chiarimenti al Mina

Per realizzare la linea di raffreddamento del nuovo acceleratore saranno necessari 7 litri di acqua al secondo,  così per il progetto Luna Mv, da realizzare ai laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso (Infn), il comitato regionale di Valutazione d’impatto ambientale chiede una Verifica di assoggettabilità (Va) (leggi qui il doc della commissione).

La Verifica di assoggettabilità a Via, consiste in un controllo più puntuale sui potenziali impatti di un progetto, garantisce un tassello in più di sicurezza rispetto alla Valutazione d’incidenza (Vinca) che interessa gli effetti di un impianto in riferimento alle specie protette. All’Infn è richiesta così altra documentazione, inclusa quella relativa al bunker (lungo 25 metri e largo 12 metri) già realizzato nella sala B dei laboratori che accoglierà la sala controllo e l’acceleratore, necessario a schermare le radiazioni di quest’ultimo.

L’inchiesta teramana sui laboratori di fisica del Gran Sasso chiama alla prudenza gli organi regionali di valutazione che, data l’atipicità dei laboratori nel Gran Sasso, non ricompresi tra gli impianti indicati nel Testo unico sull’ambiente (decreto legislativo 152/06) si rimettono alla decisione del ministero dell’ambiente (Mina) sulla necessità, o meno, di assoggettare a Valutazione d’impatto ambientale (Via) le modifiche relative ad opere strutturali, le gallerie che ospitano i laboratori e gli esperimenti che comportano stoccaggio di sostanze pericolose con capacità complessiva superiore a 1000 m³. Il movimento per l’Acqua del Gran Sasso da tempo denuncia le criticità del sito mettendo in evidenza il mancato rispetto della distanza tra il laboratorio e i punti di captazione dell’acqua (art. 94 dgls 152/2006) e i problemi strutturali e sismici che, grazie ai controlli certificati dall’Arta e dall’Istituto superiore di Sanità (Iss), sono richiamati nella valutazione della commissione regionale Via.