Cogesa a Sviluppo Italia, il Comune non ritiene di risolvere i problemi all’ex Pastorino

Nell’incontro delle ore 16, i sindacati sottolineano che non c’è spazio sufficiente per stare a Santa Brigida, denunciano problemi di capienza per gli spogliatoi di uomini e donne del Cogesa, il prossimo trasloco potrebbe essere proprio a Sviluppo Italia, a metà marzo la strada sarebbe stata aperta dal controllo analogo, il Comitato ristretto dei sindaci dei Comuni soci Cogesa, organo di controllo della partecipata.

A causa dell’incendio di novembre gran parte dei locali dell’ex Pastorino è inagibile, i rappresentanti dei lavoratori chiedono di verificare anche la situazione amianto. In sostanza, è a rischio la salute dei lavoratori e così mezzi e personale Cogesa sono stati trasferiti nell’area industriale al confine con Pratola Peligna, Santa Brigida.

Una sistemazione scomoda, gli operai non sono soddisfatti, da alcune settimane poi sembra che qualcuno si diverta persino a graffiare le carrozzerie delle auto parcheggiate all’esterno, sul viale. In merito sarebbe stata presentata anche una denuncia alla Polizia di Sulmona (Aq). Vincenzo Margiotta, il presidente della società partecipata, è presente a questa riunione e rassicura che quello di Santa Brigida è un trasferimento temporaneo anche perché il Comune di Sulmona, dichiara nell’incontro, non ritiene di risolvere i problemi, anche ambientali, della sede comunale dell’ex Pastorino e così il 15 marzo, sottolinea l’amministratore unico, è stata autorizzata dal controllo analogo la discussione con Sviluppo italia spa per l’acquisto dell’immobile di Sulmona ove verranno posizionati tutti gli spogliatoi di Cogesa. Il locale a cui si riferisce l’avvocato è l’incubatore d’impresa realizzato con fondi pubblici di una società in liquidazione, Sviluppo Italia.

Parliamo di un immobile che avrebbe dovuto essere il cuore pulsante dell’attività economica Peligna e che é finito all’asta, più volte e tutte deserte, dal 2017. Il valore iniziale del bene supera i 2 milioni di euro, dall’iniziale offerta a base d’asta di 1 milione 322 mila 300 euro piano piano si è arrivati a 820 mila euro con il bando di vendita del 18 gennaio, altra asta andata deserta, a quanto pare. Potrebbe essercene un’altra e la riduzione ulteriore del prezzo d’offerta pare sia del 20%. Tra gli avvocati liquidatori della struttura la sulmonese Luisa Taglieri, già vicesindaco di Sulmona.

Nella riunione si discute anche di ordini di servizio” Non tutti i turni sono settimanali, ribadiscono dal sindacato all’amministratore unico che dice approfondirà. Le rappresentanze chiedono che il lavoro straordinario venga retribuito e non messo a recupero e su questo Margiotta riferisce che aggiornerà la discussione per fornire i dati sulle ore di straordinario dei dipendenti. I sindacati annunciano che, nel caso, procederanno a ricorso collettivo dei dipendenti per il riconoscimento e la corresponsione delle ore salariali durante i corsi di formazione fuori orario di lavoro e per il riconoscimento della corresponsione dei buoni pasto per i dipendenti che svolgono orario di lavoro spezzato. Margiotta si riserva di difendersi. La riunione è aggiornata a venerdì.

Nella prima parte dell’incontro al Cogesa si definisce la posizione di 2 lavoratori, impiegati da un triennio e che avrebbero così maturato il periodo per la stabilizzazione. E a questa puntano i sindacati anche per altri 35 lavoratori da stabilizzare entro il primo aprile con riserva di verifica per altri 7 operai.

mariatrozzi77@gmail.com