Rinnovo nel Comitato Europeo per prevenire la Tortura: Zamparutti ricandidata e favorita, ma..

Sta per essere definita la terna dei candidati alla carica di componente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt). Il mandato scade a dicembre per l’attuale componente italiano del Cpt. Un incarico sensibile e di garanzia che potrebbe finire nel mirino per questo associazioni di volontariato e sindacati di Polizia chiedono un intervento del ministro di grazia e giustizia, Alfonso Bonafede per una scelta che sia in linea con i principi fondamentali della Carta Costituzionale.

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Una rosa di 3 candidati dunque per individuare tra questi colui, o colei, che rimarrà in carica per 4 anni nel Cpt. Al bando pubblico hanno partecipato in 28, una dozzina di candidati è stata audita in questi giorni, la delegazione sta per selezionare la terna da proporre all’assemblea parlamentare per il parere. La decisione finale spetterà al Comitato dei ministri d’Europa. A candidarsi per un secondo mandato nel Cpt è Elisabetta Zamparutti sostenuta, dicono, da Forza Italia e Partito democratico.

“Il comitato e le persone che lo compongono possono concretamente salvare la vita o salvare da trattamenti inumani persone che rischiano questo tipo di abuso e serve una figura preparata, con una sensibilità umana, non è un lavoro da burocrate” spiega Alvise Maniero, presidente della delegazione dei deputati italiani in seno al Consiglio d’Europa.

Zanutti è “Tesoriere di Nessuno Tocchi Caino, presieduta dalla radicale Rita Bernardini, il segretario dell’associazione è il compagno della Zamparutti, Sergio D’Elia, radicale ed ex dirigente del gruppo extraparlamentare di estrema sinistra Prima Linea, un’organizzazione terroristica, durante gli anni di piombo – chiarisce Leo Beneduci, segretario generale dell’organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria (Osapp) che aggiunge – Sergio D’Elia ha scontato anche dodici anni di carcere per banda armata e concorso morale in omicidio volontario, al termine dei quali però, nel 2000, è stato riabilitato secondo quanto previsto dall’art. 178 del cp che consente di ottenere l’estinzione degli effetti penali della condanna, e delle pene accessorie. La riabilitazione gli ha consentito di essere eletto alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche di aprile 2006, per la Rosa nel pugno ed è in seguito stato nominato segretario alla presidenza della Camera – ricorda il segretario generale Osapp – Nomina che suscitò accese proteste dai familiari dell’agente di Polizia Fausto Dionisi, ucciso durante un fallito tentativo di alcuni militanti di Prima Linea  di far evadere dei detenuti dal carcere delle Murate di Firenze. Non risparmiarono critiche alcuni sindacati delle forze di pubblica sicurezza e i rappresentanti di vittime del terrorismo. La nomina a segretario alla presidenza della Camera venne difesa dal legale Emilia Rossi, del collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, presieduto da Mauro Palma (ex consulente del ministro Orlando ed ex presidente dell’associazione Antigone). Rossi è moglie dell’esponente Radicale Marco Taradash. Tra gli organi dirigenti dell’associazione Nessuno tocchi Caino di cui  Zamparutti è tesoriere, figurano anche persone come Maria Brucale, ex collegio difensivo di Bernardo Provenzano, Ambrogio Crespi, condannato a 12 anni in primo grado per la vicenda dei voti comprati dalla ndrangheta lombarda (elezioni regionali 2012), Ornella Favero, coordinatrice della rivista on line Ristretti Orizzonti del carcere di Padova, Francesca Mambro, terrorista italiana ed esponente di spicco del gruppo eversivo d’ispirazione neofascista Nuclei armati rivoluzionari, condannata a 9 ergastoli, Sergio Segio, dirigente e comandante militare di Prima Linea ed esecutore materiale dell’omicidio del magistrato Emilio Alessandrini – Beneduci aggiunge Al Congresso del partito Radicale, svoltosi nel carcere di Roma Rebibbia in occasione del quale, l’associazione Nessuno Tocchi Caino chiese all’allora Capo Dap Santi Consolo di spostare una quarantina di ergastolani dal carcere di Opera a quello di Roma, in quanto iscritti al partito e desiderosi di partecipare ai lavori congressuali. Richiesta autorizzata dal Capo Dipartimeno di amministrazione penitenziaria (Dap)  e poi successivamente negata dall’allora Ministro Andrea Orlando”.

Il Cpt ha la facoltà di visitare carceri, centri di detenzione minorile, commissariati di polizia, centri di ritenzione per immigrati irregolari, istituti psichiatrici, strutture e istituzioni di ricovero a carattere sociale per verificare le condizioni di trattamento delle persone private della libertà. Nel corso delle visite le delegazioni del Cpt hanno diritto di accesso illimitato ai luoghi di detenzione nei quali possono spostarsi con assoluta libertà, intrattenendosi  senza testimoni, con le persone private della libertà e comunicare liberamente con chiunque possa essere in grado di fornire informazioni pertinenti.