In bici in ciabatte e con le cuffie. Perso nel vuoto l’appello alle strutture che accolgono i ‘nuovi ciclisti’

Sulmona (Aq). In bici in ciabatte e con le cuffie, così questa mattina, come tutte le altre di tutti gli altri giorni, qualcuno pedala sulla strada in mezzo al traffico.

Di solito hanno le due ruote senza luce e non indossano dei gilet che siano davvero visibili al buio, di notte. Un pericolo non solo per sé, ma anche per gli altri su strade fin troppo dissestate e pericolose. Un rischio davvero grande e moltissimi sono stati gli incidenti che ci hanno segnalato i lettori e i cittadini Peligni per dei ciclisti quasi invisibili al buio e non in regola con il codice della strada.

Nella immagine la dimostrazione di come sia stato recepito l’appello dell’avvocato Gianluca Lanciano che ha scritto a prefettura e forze dell’ordine per chiedere il rispetto del codice della strada anche per quei ciclisti originari di altri Paesi, ospiti delle strutture di accoglienza del territorio. Molti di loro vanno a scuola, ma sembra proprio che il Codice della strada non sia tra le materie insegnate.

In risposta alle richieste del legale Peligno, con una lettera la prefettura dell’Aquila ha chiesto ai responsabili delle strutture di informare e mettere in regola gli ospiti ciclisti, soprattutto nelle ore notturne. Altra questione, ci raccontano alcuni che hanno avuto degli incidenti con questi ciclisti non in regola, é la macchina di legali, assistenti e interpreti che si attiva solo e appena dopo il sinistro.

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