Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, esercitazioni sul campo di operatori e mezzi per salvare la vita

Roccaraso (Aq). Sono da poco concluse la 3 giorni di esercitazioni in valanga e ricerca dispersi sugli Altipiani Maggiori d’Abruzzo che hanno coinvolto 30 tecnici del Sagf (Soccorso alpino della Guardia di finanza), appartenenti a 12 Stazioni Sagf dislocate sull’arco alpino ed appenninico della penisola.

A supporto delle attività di soccorso un elicottero Aw 139 giunto dal Centro aviazione di Pratica di Mare della Guardia di finanza e supportati, per la parte sanitaria, dall’Unità di soccorso piste della Croce rossa di Pescara. Sono state impiegate 8 unità cinofile addestrate per la ricerca di persone travolte dalla valanga.

L’addestramento, sia teorico che pratico, rientra nel piano formativo dei finanzieri specializzati nelle Tecniche di soccorso Alpino.

Sono state utilizzati sistemi denominati Artva (apparecchi di ricerca in valanga), Recco (sistema elettronico ricerca persone disperse), Gps, droni e radio digitali. È stato inoltre illustrato il funzionamento della termocamera Pulsar, utilizzata per il rilevamento di oggetti fino a 1800 m di distanza e dotata di telemetro laser, di videoregistratore integrato e di sensore termico. L’apparecchio è stato utilizzato nella ricerca dispersi, nel corso della quale, nonostante il terreno innevato, è stata individuata una persona di cui si erano perse le tracce.

Le simulazioni hanno previsto anche la costituzione di un centro di coordinamento dei soccorsi in loco. L’attività, muovendo dalla richiesta d’intervento pervenuta dal 118, si è sviluppata nelle seguenti fasi: invio della squadra di soccorso sul luogo con velivolo, raccolta d’informazione dai testimoni presenti; ricerca con l’ausilio del sistema Artva dei dispersi, in sinergia con le unità cinofile; ritrovamento ed estrazione dalla neve dei figuranti, nascosti anche più di un metro sotto il manto nevoso. Una delle vittime della valanga è stata soccorsa dagli operatori dell’unità della Croce rossa italiana e, successivamente, recuperata dall’equipaggio dell’elicottero Aw 139 della Gdf mediante l’utilizzo del verricello (un particolare strumento che serve a movimentare pesi attraverso l’utilizzo di funi). L’esercitazione ha fornito l’occasione per valorizzare e veicolare, da un lato, il ruolo fondamentale svolto dal Sagf nel dispositivo nazionale di soccorso in ambiente montano e, dall’altro, le funzioni di supporto, grazie alle qualifiche di agente e ufficiale di polizia giudiziaria rivestite dai suoi appartenenti. Tali qualifiche rappresentano il tratto distintivo rispetto agli altri operatori del soccorso e consentono ai finanzieri del Sagf di curare i profili di rilevanza penale connessi, in particolare, alla scomparsa, al decesso o al suicidio di una persona in ambiente montano o comunque impervio.

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