A 3 rampe di scale da terra, nell’alloggio Ater senza ascensore da 10 anni in carrozzina

Pescara. Tre rampe di scale, un muro insormontabile per Moreno Colonna così costretto ad una prigionia forzata da anni. Sul caso, la prima denuncia di Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale risale ad oltre un anno fa.

Una storia assurda che si consuma da un decennio in via Nora, nel quartiere Rancitelli. Malato di sclerosi multipla da 10 anni, Moreno vive in una casa Ater, di proprietà della Regione Abruzzo, senza ascensore e su una sedia a rotelle. Non può uscire. Le istituzioni sono sorde, nonostante le numerose segnalazioni di Moreno e della sua famiglia. Anche il Movimento 5 stelle, tramite Pettinari, ha più volte sollevato la questione anche in Regione. E questa mattina, nel corso di un incontro con la stampa tenutosi proprio presso l’abitazione del signor Moreno, Pettinari ha sottolineato l’urgenza di assegnare un alloggio Ater al piano terra o in una struttura dotata di ascensore a questa famiglia.

“Si può fare – ha ribadito Pettinari – Basta sfrattare gli occupanti abusivi dalle case Ater che posseggono questi requisiti e far scorrere una graduatoria che da anni, per colpa di chi delinque e di chi ruba le case popolari occupandole, è bloccata. Bisogna intervenire subito perché è inaccettabile che Moreno e la sua famiglia vivano in queste condizioni. Solo io ho denunciato la situazione decine di volte presso gli organi competenti. Dal canto suo Moreno, con la sua famiglia, ha interpellato assessori comunali, sindaco e associazioni e non si muove una foglia. Questo è inaccettabile! – continua il vice del consiglio regionale – Le istituzioni sembrano non voler sentire. Ecco perché chiedo l’aiuto dei media e di chiunque possa dare risalto ad un’ingiustizia che si compie sotto gli occhi di tutti. Moreno è sempre stato un grande lavoratore, fin quando la salute glielo ha permesso. É un cittadino onesto, paga l’affitto all’Ater, paga le tasse e le utenze. Il figlio Francesco è un volontario presso l’associazione Aism per aiutare le persone che, come il suo papà, sono vittime di questa terribile malattia degenerativa. Racconto queste cose perché sia chiaro che le istituzioni stanno lasciando sola una famiglia che è da prendere a modello per la dignità e il comportamento e che va avanti con onestà, nonostante tutto”.

“Faccio fatica anche a muovermi all’interno dell’abitazione – racconta Moreno Colonna – La porta del bagno è stretta e la mia carrozzina non passa. La mia giornata la vivo in tinello, quando non sono a letto. Mi sveglio e attendo l’ora di andare a dormire. Mia figlia è sposata da 4 anni e non ho ancora potuto vedere la casa dove vive con il marito e con il mio nipotino. Certe volte mi viene una grande tristezza ma poi penso che le cose possono cambiare e mi faccio coraggio. Il mio desiderio più grande è poter fare una passeggiata sulla riviera o in centro e poi tornare allo stadio. Sono stato per anni un tifoso sempre presente in curva e anche in trasferta, per anni ho fatto anche lo steward allo stadio. Seguo sempre la mia squadra del cuore”.