Crisi all’Aquila, si è dimesso il sindaco Biondi

L’Aquila. Il sindaco Pierluigi Biondi alza la posta in gioco e con le dimissioni, appena date, ha 20 giorni di tempo per raffreddare i bollenti spiriti degli altri rappresentanti di Fratelli d’Italia (FdI) e della Lega, per la ricomposizione di una nuova Giunta che da dicembre ha perso 5 assessori.

Dimissioni da ritirare entro il 2 aprile, a 4 giorni dal decennale del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, sempre che le condizioni poste da Biondi siano accettate: il trasferimento di fondi statali, circa 10 milioni di euro, per i mancati introiti dell’amministrazione e le maggiori uscite causate del terremoto.

Sarà il vice sindaco Raffaele Daniele, appena nominato e causa della reazione della maggioranza di centrodestra, non coinvolta. In giunta oltre a Daniele rimangono 3 assessori: Carla Mannetti, Francesco Bignotti, Alessandro Piccinini e Monica Petrella. Gli altri posti sono da rimpiazzare, fase che ha creato frattura tra il sindaco e la sua maggioranza.

Cronologia. Ad innescare la miccia delle dimissioni, è stata l’ufficializzazione della crisi, nella coalizione, quando ieri tutti i consiglieri della coalizione hanno disertato la seduta del consiglio comunale in aperta polemica con il primo cittadino che il giorno prima ha nominato vice sindaco il consigliere comunale dell’Udc, Raffaele Daniele, senza coinvolgere la maggioranza.

Ieri la Lega aquilana, per voce del deputato Luigi D’Eramo, è tornata a chiedere con forza la convocazione di un vertice di maggioranza alla presenza del primo cittadino: “Non possiamo aspettare più di 24 ore per procedere alla stesura di un programma operativo per guidare al meglio la seconda fase dell’amministrazione di centrodestra – spiega la Lega – Fino a quando non ci sarà chiarezza sulla composizione dei gruppi consiliari e dei propri rappresentanti in giunta, la Lega resterà fuori dall’esecutivo comunale”.

Nel primo pomeriggio oggi il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Giorgio De Matteis, si è unito alle richieste della Lega, con i consiglieri Dundee, Morelli e Lancia per chiedere al sindaco Biondi, che é anche segretario provinciale di FdI, di uscire dal fortino.

Alle ore 17.30 a palazzo Fibbioni, Biondi fornisce delle comunicazioni urgenti, si tratta di dimissioni, alcuni dicono strategiche. “Con la serenità, il senso di responsabilità e il rispetto che si deve alla comunità aquilana, ho deciso di rassegnare le dimissioni da sindaco – spiega Biondi nel suo intervento – Il governo nazionale, ma anche le forze politiche locali, sembrano non dare la dovuta attenzione all’Aquila e al suo territorio, nonostante il decennale del sisma sia alle porte. Una ricorrenza che segna una fase estremamente delicata della rinascita, che ha più che mai bisogno di impegni chiari, di prospettive e di uno sforzo condiviso, che faccia prevalere l’interesse della collettività, rispetto a quello dei singoli”.

Dopo aver elencato alcune delle tante azioni che il consiglio ha messo in opera in questi 2 anni Biondi aggiunge: “Mi trovo nella condizione di dover interrompere questo processo virtuoso, ripeto, per l’assenza di risposte concrete da parte del governo e per l’atteggiamento autoreferenziale della politica locale. Il sottosegretario Crimi mi ha detto che il decreto Etna – che dovrebbe prevedere lo stanziamento di fondi per 10 milioni di euro, per le maggiori spese e le minori entrate del Comune – forse andrà in discussione la prossima settimana – l’incontro con il sottosegretario con delega alla ricostruzione, il pentastellato Vito Crimi, si è tenuto ieri, prosegue Biondi – Troppi condizionali, in questa informativa del governo, con tempi decisamente incerti. Alcune componenti politiche che, insieme a me, sono state chiamate ad amministrare la città nel giugno 2017, sembrano aver smarrito la forza propositiva e l’entusiasmo di quei giorni – aggiunge il sindaco – È come se avessero dimenticato che l’obiettivo unico e primario è la ricomposizione comunitaria della città e del suo territorio, attraverso politiche e interventi efficaci che abbiano come fine ultimo la crescita e il benessere dei cittadini. È questo il momento per dimostrare che la città può contare su una classe dirigente consapevole e matura, che sappia coniugare valori e azioni di una buona e sana amministrazione. Nel primo pomeriggio ho formalizzato le dimissioni davanti al segretario generale, ben conscio della loro forza dirompente, ma convinto che la città non può subire la vaghezza del governo né l’immaturità di alcune espressioni della politica locale” conclude Biondi, sindaco dimissionario.

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Due anni di amministrazione all’Aquila. In meno di 2 anni, spiega Biondi :”Abbiamo raggiunto degli obiettivi importanti, pur nella complessità di una situazione ereditata con molte criticità. Penso alle stabilizzazioni del personale del Comune, alle certezze che finalmente sono state fornite ai dipendenti Ripam, all’accordo attuativo per la caserma Rossi, al progetto di riqualificazione dell’area San Basilio, al concorso di idee per Porta Barete, alla riforma delle società partecipate, ai Piani per l’edilizia cimiteriale e per il riassetto dell’edilizia scolastica, all’accordo con Anac e provveditorato alle Opere pubbliche per velocizzare l’assegnazione degli appalti per la ricostruzione delle scuole, ai criteri adottati nell’assegnazione degli alloggi del progetto Case che garantiscono in primis gli aquilani e chi ha scelto di rimanere in questa città, all’attenzione alle problematiche legate alla disabilità e l’istituzione del disability manager, all’avvio dei cantieri di palazzo Margherita e della De Amicis. Al Piano per la mobilità urbana sostenibile, all’anello tra le statali 17 e 80 a ridosso del casello autostradale che con il nostro impulso finalmente vedrà la luce, alle risorse che siamo riusciti a dirottare su questo ente grazie ai fondi europei – parliamo di oltre un milione di euro con i progetti vincitori di bandi, 5 per la mobilità elettrica (fondi ReStart) e altri 5 legati ai programmi di Sviluppo urbano sostenibile – all’acquisto di nuovi mezzi pubblici tra cui il primo bus completamente elettrico d’Abruzzo, al fascicolo elettronico del cittadino, alla valorizzazione delle delegazioni che sono tornate a essere un punto di riferimento per i cittadini, alla rimodulazione del Piano di sviluppo del Gran Sasso, al Memorandum con l’Agenzia spaziale europea per lo sviluppo del 5G, all’accordo con il Mibac che ha portato a un milione di euro per le iniziative legate al decennale, al rilancio, vero e riconosciuto, di iniziative come i Cantieri dell’immaginario e la Perdonanza celestiniana, all’intesa che porterà a far sì che la maratona jazz diventi un appuntamento fisso, al bando da dieci milioni per lo sviluppo del turismo per L’Aquila e il cratere, all’attivazione dell’infopoint alla Fontana luminosa, alla riduzione della tassa sui rifiuti per le attività produttive, l’arrivo della tappa del Giro d’Italia (lo scorso anno a Campo Imperatore e quest’anno nel centro della città), la partita di rugby internazionale tra Zebre e Dragons che ha portato allo stadio Fattori 6 mila persone, l’attivazione della cabina di regia per la smart city, l’istituzione della commissione per l’arredo e il decoro urbano, il riconoscimento per la città dell’Aquila (unica in Italia) dalla commissione europea nell’ambito del progetto Digital cities challenge, l’apertura delle trattative per il parcheggio in area Porta Leoni e l’approvazione del progetto per quello a San Bernardino, la revoca alla società che gestiva l’aeroporto di Preturo e la costante collaborazione proficua con università e centri di ricerca internazionale, come Gssi e Infn e tanto altro.

Biondi ha dunque sottolineato che “non è disposto a mettere le mani in tasca nè a imprese nè a cittadini senza il trasferimento dei fondi dallo Stato per i mancati incassi del Comune, non voglio aumentare le tasse e fare l’esattore. Mi è stato assicurato il trasferimento, ma non è sufficiente. Ho avvisato il sottosegretario Crimi molto disponibile e uomo di ascolto. Ma non è sufficiente per portare a casa il risultato. Sará il commissario a gestire questa fase”.