Bye bye sto cavolo! L’AirForce Renzi ancora nell’hangar fermo e a spese degli italiani

Una rottamazione che si dilaterà oltre 5 anni per l’Air Force Renzi fermo nell’hangar dell’aeroporto di Fiumicino, immortalato ieri da Report-age.com in questo scatto esclusivo pr i suoi lettori. Affitto a spese degli italiani, a beneficio dell’Alitalia che a seguito del ricevimento della richiesta del ministero della Difesa ad agosto scorso hanno inviato comunicazione di scioglimento del contratto di leasing stipulato con Etihad relativamente al medesimo aereo.

Esattamente, l’airbus Renzi è di Etihad, ma il divieto di usare per un volo di Stato un aereo di imprenditori dei trasporti extracomunitario, ha fatto sì che Alitalia entrasse nella vicenda da intermediario, costoso, per l’airForce preso a leasing da Etihad e poi dato in sub-leasing al ministero. Per l’operazione, secondo Dagospia, Alitalia avrebbe incassato 7,3 milioni di euro più 31 milioni per la manutenzione, non sappiamo però se è inclusa anche l’installazione della vasca Iacuzzi voluta dall’ex premier Matteo Renzi. A fine contratto nel 2024 il governo italiano sborserebbe almeno 28 milioni di euro. C’è di più, la remissività di Alitalia, che scioglie dall’obbligo il governo (che paga con il prestito ponte) non risponde alle intenzioni di Etihad che potrebbe aprire un contenzioso per l’Airbus 340, accollando ad Alitalia pure la mancata manutenzione. Si rischiano penali da 70 milioni di euro.

Questa è la rottamazione promessa? Non è colpa dell’analfabetismo funzionale se in molti hanno pensato che si sarebbe potuto risparmiare qualcosa con la rescissione del contratto per l’aereo blu da 150 milioni di euro, un quadrimotore turbofan uscito dal mercato nel 2011 e quindi superato, obsoleto dunque. Così l’Italia che fatica a mettere su strada anche una corriera decente si concede il lusso di mantenere in garage uno dei costosi capricci dei suoi ex governanti e sostenere la quasi compagnia di bandiera con un contratto in scadenza al 2024.

Contro l’airbus 340-500 della presidenza del consiglio, a luglio, il vice premier Luigi Di Maio dichiarava: “Pagato un botto, un pacco e mai utilizzato.. simbolo dell’arroganza di un potere che è stato mandato a casa dai cittadini il 4 marzo 2018″ in verità il mezzo si è alzato, in volo di Stato, almeno 2 volte. Così il 26 luglio scorso, il ministro dello sviluppo Economico annunciava come una vittoria (un mese prima) la rescissione del contratto di leasing dell’aereo di Stato voluto da Matteo Renzi. Una vittoria di Pirro, in quel momento i milioni già spesi per il veivolo sono circa 42. Il mezzo non si trova assieme a tutti gli altri aerei di Stato, è troppo grande e così tocca, oltre alla costosa manutenzione sobbarcarsi anche l’affitto dell’hangar necessario a custodire un mezzo fuori mercato, comunque da manutenere e a cui fanno prendere un po’ d’aria ogni tanto. Così ieri pomeriggio è rispuntato in un angolo dell’aeroporto a Fiumicino, lo abbiamo intravisto e fotografato, infondo ci costa ancora un sacco di milioni di euro. Chissà se poi è stata installata la vasca Iacuzzi condizione che avrebbe portato l’ex premier in volo sul giocattolino di Stato da 300 posti. La domanda sorge spontanea: anche la Jacuzzi è stata rottamata?

mariatrozzi77@gmail.com

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